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Autore Titolo Indice

GU n. 63 del 10/03/2020
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AUTORI
INTRODUZIONE
PRESENTAZIONE
PREFAZIONE
SOMMARIO
 

CANINI INCLUSI: protocolli operativi

FAVA F. - DEL FATTI V. - CAPRIOGLIO A.

Pag. 144 - 493 illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-194-7

Prezzo di copertina 125,00 €

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118,75 €

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AUTORI

Francesco FAVA
Ha conseguito la Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Torino nel 2001 e si è specializzato in Ortognatodonzia presso lo stesso Ateneo nel 2005. Nel 2008 ha frequentato l’International Postgraduate “Short-Term” Course presso l’Università di Aarhus, in Danimarca. Nel 2009 ha frequentato la Tweed Foundation a Tucson, in Arizona. Nel 2014 ha conseguito il Master in Biomeccanica Ortodontica presso l’Università degli Studi di Siena. Si è perfezionato nel 2015 presso l’Università dell’Insubria in Tecnica Invisalign.
Dal 2006 al 2018 è stato Consulente per la Clinica Odontoiatrica dell’Università di Torino “Dental School” ed è stato Docente a Contratto per l’Università degli Studi di Torino dal 2008 al 2018. Dal 2018 al 2020 è stato Tutor presso la Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università degli Studi dell’Insubria, diretta dal Professor Alberto Caprioglio.
Tiene con regolarità relazioni in Italia e all’estero e corsi clinici sia in ambito universitario che privato.
I suoi principali campi di insegnamento sono la biomeccanica in ortodonzia e la gestione clinica dei casi ortodontici complessi.
È socio ordinario di S.I.D.O., E.O.S., A.A.O., W.F.O.
Dal 2019 è Segretario della SIBOS, Società Italiana di Biomeccanica e Ortodonzia Segmentata
Svolge attività clinica libero professionale come esclusivista in Ortodonzia in Torino e Aosta.

 

Alberto CAPRIOGLIO
Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Pavia nel 1988 e specializzato in Ortognatodonzia presso lo stesso Ateneo nel 1993. In seguito si perfeziona a Boston, Cagliari, Miami, Milano, Parma e Seattle. Nel dicembre 2002 viene nominato Ricercatore Universitario e prende servizio presso la Clinica Odontostomatologia dell’Università degli Studi dell’Insubria. Nel gennaio 2005 viene nominato Professore Associato. Nell’aprile 2006 viene nominato Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università degli Studi dell’Insubria, che dirige ininterrottamente fino al 2020. Dal 2016 al 2020 è Direttore del Centro Ricerche Universitario I.T.E.B. (Innovative Technology and Enginereed Biomaterials). Dal 2020 si trasferisce all’Università degli Studi di Milano “La Statale” dove insegna Ortodonzia presso il Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria e presso la Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia.
È autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche, 10 libri e 5 capitoli in libri. Ha tenuto corsi, seminari e comunicazioni in Italia ed all’estero, sia in congressi che in sedi universitarie. È socio ordinario della S.I.O.I., S.I.D.O., E.O.S., A.A.O., W.F.O..
Nel 2003 supera l’esame di eccellenza in ortodonzia (Italian Board of Orthodontics - IBO) di cui è poi stato Presidente nel biennio 2018-19, Diplomato all’European Board of Orthodontics. Dal 2014 è Active Member della Angle Society of Europe.
I suoi interessi culturali professionali sono circoscritti alla Odontoiatria Pediatrica ed alla Ortodonzia con particolare riferimento alla crescita cranio-facciale, alla bio-meccanica ortodontica ed alle applicazioni digitali in odontoiatria e ortodonzia.

 

Veronica DEL FATTI
Laureata in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi dell’Insubria nel 2018 e libera professionista in Varese.

INTRODUZIONE

In Ortodonzia, come in ogni branca medica o ancora più in generale come in tutte le attività scientifiche, l’applicazione pratica di un trattamento può avere successo solo se sostenuta dalla conoscenza approfondita della materia.

Da ciò l’invito a padroneggiare il sapere disponibile e corrente affinché sia costruito un percorso con solide basi.

Tuttavia, in un contesto sociale in divenire, dove tutto scorre e scorrendo si modifica ed evolve, anche le innovazioni e le conoscenze attuali fluiscono.

Quindi non dobbiamo mai dimenticare che le nostre fondamenta potrebbero vacillare, se non cadere rovinosamente, alla luce di nuove comprensioni.

Sull’inclusione dei canini superiori permanenti tanto si è indagato e dibattuto, ma lo stato attuale dell’arte non deve farci desistere da ulteriori ricerche e scoperte.

Ed è proprio in questa concezione che l’Opera acquista significato; diffondere nozioni e stimolare curiosità riguardo un argomento affascinante e dalla notevole rilevanza clinica.

Lo scritto, i cui capitoli ripercorrono l’iter diagnostico-terapeutico, affronta la fisiopatologia e le cause eziologiche dei due tipi di inclusione canina, per poi sviscerare la diagnosi basata sia sull’esame obiettivo che sull’imaging 2D e 3D oltre che gli indici predittivi di inclusione. L’approccio terapeutico presentato per le diverse tipologie di inclusione illustra sia i molteplici trattamenti intercettivi attuabili che i trattamenti combinati indagando le tecniche chirurgiche e gli aspetti ortodontici. In particolar modo, fornendo consigli su come evitare effetti avversi. Il capitolo conclusivo è uno spiraglio nel mondo parallelo dei riassorbimenti radicolari indotti dalla presenza di un canino mascellare incluso.

Gli aspetti trattati sono a supporto dei molteplici casi clinici magistralmente trattati.

Ai fini dell’approfondimento dell’inclusione canina superiore, il Volume è una guida per l’Ortodontista, il Pedodontista e lo Stomatologo, il cultore della disciplina e lo studente di Odontoiatria.

Non dobbiamo dimenticare ciò che scrisse il Sommo Poeta «Considerate la vostra semenza:/ fatti non foste a viver come bruti,/ma per seguir virtute e canoscenza» (Inferno, Canto XXVI, vv. 118-120).

PRESENTAZIONE

 

Gentili Colleghe, cari Colleghi,

oltre che un piacere è per me un grande onore presentare questo volume dedicato ai protocolli operativi da utilizzare nella gestione dei canini inclusi scritto dai colleghi Fava, Del Fatti e Caprioglio, non solo per la stima che nutro verso gli autori ma anche per la amicizia fraterna che mi lega in particolare con Alberto Caprioglio.

La prima obiezione che però chi tra i più critici o scettici tra di voi si porrà è perché si sia scelto di pubblicare su un argomento in cui sono già disponibili altri testi o comunque contributi, anche prestigiosi, sullo stesso argomento.

Per prima cosa rispondo che la chirurgia degli elementi dentari inclusi in generale, e dei canini in particolare, rappresenta per tutti i professionisti del settore, odontoiatri, ortodontisti, parodontologi, chirurghi orali e chirurghi maxillo-facciali uno tra i capitoli di maggiore interesse non solo per gli elevati numeri, ma soprattutto per le possibili complicanze, certamente foriere talvolta anche di fastidiosi problematiche medico-legali, qualora non si utilizzi un approccio rigoroso sia in fase di pianificazione che di esecuzione tecnica sia chirurgica che ortodontica.

In secondo luogo è a tutti noto come l’avvento delle nuove tecnologie applicate alla medicina costringa gli operatori sanitari ad un aggiornamento continuo e veloce, dal momento che le nozioni acquisite, anche solo pochi mesi prima, spesso appaiono superate o comunque desuete. In altre parole l’analisi attenta delle nuove ricerche cliniche, tecniche e terapeutiche migliora l’approccio multi e interdisciplinare ormai imprescindibile in ogni branca medica o odontoiatrica e quindi, anche se tanto si è indagato e dibattuto sull’inclusione dei canini superiori permanenti, lo stato attuale dell’arte non deve farci però desistere da ulteriori ricerche e scoperte.

Ed è proprio alla luce di tale premesse che il lavoro degli autori acquista il suo significato più profondo, vale a dire diffondere nozioni e stimolare curiosità riguardo un argomento affascinante e dalla notevole rilevanza clinica.

Infine, fatto comunque certamente non secondario, in questo testo potrete trovare affrontati in modo completo e nel contempo sintetico, tutti i principali aspetti correlati alla problematica dei canini permanenti inclusi. Si illustrano in sequenza la fisiopatologia, le cause dei due tipi di inclusione canina, per poi spiegare in modo chiaro e preciso prima l’iter diagnostico basato sia sull’esame obiettivo che sull’imaging 2D e 3D, oltre che dall’analisi degli indici predittivi di inclusione, e poi la pianificazione e l’approccio terapeutico. In particolare quest’ultimo viene presentato distinguendo in modo molto pragmatico le diverse tipologie di inclusione, illustrando sia i molteplici trattamenti intercettivi attuabili che i trattamenti combinati e indagando nel contempo le diverse tecniche chirurgiche e gli aspetti ortodontici.

Da chirurgo segnalo in particolare proprio il capitolo della pianificazione chirurgica che presenta con rigore metodologico e chiarezza espositiva i vari steps chirurgici con un’invidiabile iconografia, relativa ai casi clinici magistralmente trattati dagli autori, a supporto di quanto illustrato. Degno di menzione anche il capitolo conclusivo che rappresenta uno spiraglio nel mondo parallelo dei riassorbimenti radicolari indotti dalla presenza di un canino mascellare incluso.

Consiglio questo testo poiché, sin dai primi capitoli, il lettore potrà rendersi conto di come, al di là della completezza degli argomenti trattati, questi vengano affrontati con estremo rigore espositivo, ma al contempo con un taglio snello ed eminentemente pratico.

Ai fini dell’approfondimento dell’inclusione canina superiore, il Volume rappresenta quindi una guida non solo per l’Ortodontista o il Pedodontista, ma anche per il Parodontologo, il Chirurgo Orale o il Chirurgo Maxillo-Facciale ed è di grande utilità anche per gli specializzandi delle tre Scuole di Specialità Odontoiatriche: Odontoiatria Pediatrica, Ortognatodonzia e Chirurgia Orale.

Auguro quindi a tutti una buona e soprattutto proficua lettura.

Non dobbiamo dimenticare ciò che scrisse il Sommo Poeta:

Considerate la vostra semenza:/
fatti non foste a viver come bruti,/
ma per seguir virtute e canoscenza
(Inferno, Canto XXVI, vv. 118-120).

Aldo Bruno Giannì
Professore Ordinario di Chirurgia Maxillo-Facciale
Direttore Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche
Università degli Studi di Milano
Direttore U.O.C. di Chirurgia Maxillo-Facciale ed Odontostomatologia
Fondazione Ca’ Granda IRCCS Ospedale Policlinico Milano

PREFAZIONE

 

L’inclusione del canino rappresenta una sfida inevitabile e tra le più complesse per l’ortodontista e per la cui gestione risulta essenziale il supporto di approfondite conoscenze teoriche e cliniche.

Il canino mascellare permanete incluso non deve essere considerato una problematica di mera competenza ortodontica, bensì affrontato all’interno di un team affiatato multidisciplinare sia per quanto concerne il trattamento attraverso la collaborazione tra Ortodontista e altre figure Odontoiatriche, quali Chirurgo Orale e Restauratore Estetico, ma anche attraverso la collaborazione con il Pedodontista, per quanto riguarda il riconoscimento precoce dei fattori di rischio.

L’inclusione del canino mascellare infatti può esprimersi attraverso scenari variabili per tempistiche di diagnosi, per difficoltà di gestione, e a volte anche per la gravità delle sequele che tale problematica può determinare a carico del canino stesso o degli elementi contigui. Il successo nel trattamento dell’inclusione del canino mascellare poggia le sue basi dapprima sulla precipua conoscenza dell’eziopatogenesi, della corretta valutazione dei fattori di rischio e dunque delle procedure intercettive attuabili quando possibile e infine sulla corretta gestione delle meccaniche di disinclusione con un occhio sempre attento e vigile sulle possibili complicanze.

Alla luce di quanto sopra evidenziato, questo scritto vuole essere un’opera facilmente consultabile, dai contenuti chiari e fondamentali per poi rimandare il professionista ad un maggior livello di approfondimento, se interessato, mediante la letteratura riportata.

Il testo analizza tutti i diversi aspetti dell’inclusione del canino; dalla fisiopatologia alla diagnosi, dalle diverse eziologie al trattamento intercettivo e chirurgico-ortodontico, senza tralasciare le possibili complicanze ad esso correlate, nonché l’individuazione di quei casi in cui potrebbe risultare più opportuno rinunciare alla trazione del canino stesso. Il testo si propone dunque come un manuale che regala un’analisi attenta e critica sulla tematica, il tutto supportato da una ricca evidenza scientifica consolidata negli anni e da una carrellata di casi clinici finemente descritti e condotti.

 

Prof.ssa Ersilia Barbato
Professore Ordinario di Malattie Odontostomatologiche
Prorettrice alla Didattica
Direttrice del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo-Facciali
Direttrice UOC Ortognatodonzia – AOU Policlinico Umberto I
Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

 

SOMMARIO

 

PRESENTAZIONE

PREFAZIONE

 

INTRODUZIONE

1.1. Il canino incluso: una sfida frequente e inevitabile per l’ortodontista

 

EPIDEMIOLOGIA

2.1. Incidenza dell’inclusione canina
2.2. Differenze di incidenze fra sessi ed etnie
2.3. Familiarità ed ereditarietà

 

FISIOPATOLOGIA DELL’ERUZIONE DENTARIA

3.1. La valutazione dell’età dentaria del paziente e il timing eruttivo del canino dal punto di vista anagrafico e dell’età dentaria

 

DIAGNOSI

4.1. Definizione di ritenzione ed inclusione
4.2. Valutazione clinica dell’eruzione canina: ispezione, palpazione, mobilità del deciduo e bozza canina
4.3. Diagnosi radiografica: gli esami 2D e 3D
4.4. Immagini 2D
4.5. Immagini 3D
4.6. Caso Clinico

 

LE DIVERSE EZIOLOGIE DELLE INCLUSIONI

5.1. Ostacolo eruttivo
5.2. Mancanza di spazio: il canino ectopico vestibolare alto e l’inclusione vestibolar
5.3. Fattori Genetici e la “Teoria della Guida”: l’inclusione palatina

5.3.1. Teoria Genetica
5.3.2. Teoria della Guida

5.4. Teoria Genetica e “Teoria della Guida”: due visioni antitetiche?

 

TRATTAMENTO INTERCETTIVO

6.1. Le procedure intercettive che possono agire sui fattori che portano all’inclusione canina: il trattamento intercettivo
6.3. Rischio d’inclusione vestibolare per riduzione della lunghezza d’arcata
6.4. Rischio d’inclusione vestibolare per riduzione dei diametri trasversi superiori
6.5. Rischio d’inclusione palatina: i possibili approcci nel Palatally Displaced Canine (PDC)
6.6. Migliorare la probabilità di eruzione spontanea dei canini attraverso il trattamento intercettivo più appropriato
6.7. Caso clinico
6.8. Caso clinico
6.9. Caso clinico
6.10. Caso clinico

 

PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO DI DISINCLUSIONE E DECISIONI CHIAVE

7.1. Preparazione dell’ancoraggio
7.2. Scelta della meccanica
7.3 Tipologie di intervento alla luce delle meccaniche programmate
7.4. Timing dell’intervento chirurgico
7.5. Creazione preliminare dello spazio: quando è indispensabile e quando è indicato un intervento di trazionamento
7.6. Timing per l’estrazione del canino deciduo
7.7. Trazione a cielo aperto o coperto: i criteri ortodontici, parodontali e chirurgici per la scelta

 

ANCORAGGIO PER IL TRAZIONAMENTO DEL CANINO

8.1. Ancoraggio ideale nell’ambito di una terapia completa con apparecchiatura multibanda
8.2. Barra transpalatale: indicazioni, timing di applicazione e consigli per la costruzione
8.3. Trazionamento immediato senza preparazione ortodontica preliminare con ancoraggio palatale saldato
8.4. Caso clinico

 

DISPOSITIVI PER AGGANCIARE IL CANINO

9.1. Caratteristiche del dispositivo ideale
9.2. Scala a pioli preformata VS realizzata in studio: vantaggi e svantaggi
9.3. Dispositivi che non richiedono l’adesione: vantaggi e rischi. Transfissione vs perno: indicazioni e limiti

 

DISPOSITIVI ATTIVI PER LA DISINCLUSIONE DEL CANINO

10.1. Requisiti di un dispositivo in grado di generare la forza ideale per la disinclusione del canino
10.2. Trazione elastica
10.3. Mouse trap
10.4. Ballista Spring e Easy Cuspid
10.5. I cantilever: materiali e possibili disegni
10.6. Caso clinico

 

CHIRURGIA

11.1. Scelta del tipo di lembo e della procedura di trazionamento: diverse indicazioni e criteri di scelta

11.2. Canino incluso vestibolare

11.2.1. Tecnica chiusa: lembo vestibolare a tutto spessore
11.2.2. Tecnica chiusa: tunnellizazione
11.2.3. Tecnica aperta: lembo riposizionato apicalmente
11.2.4. Tecnica aperta: escissione radicale o opercolizzazione

11.3. Canino incluso palatino

11.3.1. Lembo a pieno spessore con trazionamento in cresta ed estrazione contestuale del deciduo
11.3.2. Lembo a pieno spessore con trazionamento indiretto attraverso opercolo realizzato su lembo con estrazione ritardata del deciduo
11.3.3. Tecnica aperta: opercolizzazione e trazione immediata in cresta
11.3.4. Tecnica aperta: opercolizzazione e trazione indiretta
11.3.5. Tecnica aperta: opercolizzazione e attesa dell’eruzione spontanea

11.4. Accesso chirurgico minimamente invasivo e conservazione del follicolo
11.5. Sublussazione intraoperatoria del canino: indicazioni e rischi
11.6. Consigli clinici per gestire l’adesione durante la chirurgia
11.7. Anestesia con o senza adrenalina: il problema del sanguinamento
11.8. Indicazioni post operatorie per il paziente
11.9. Caso clinico
11.10. Caso clinico
11.11. Caso clinico

 

TRAZIONAMENTO

12.1. L’importanza di evitare l’eccessiva estrusione di un canino trazionato nel palato: linee guida
12.2. Quando sospettare un distacco del dispositivo di aggancio e cosa fare
12.3. Cosa fare se il canino “non risponde” al trazionamento
12.4. L’arco in overlay in Tecnica Straight Wire: procedure e vantaggi nelle ultime fasi del recupero di un canino incluso
12.5. Gestione del torque e dell’estrusione del canino mascellare precedentemente incluso
12.6. Alterazioni dell’Anterior Bolton Index nei pazienti con inclusione palatina

 

GESTIONE PARODONTALE ED ENDODONTICA DEL CANINO DISINCLUSO

13.1. Esiti parodontali del trazionamento di canini inclusi vestibolari
13.2. Esiti parodontali del trazionamento di canini inclusi palatini
13.3. Possibili complicanze endodontiche della disinclusione canina: come prevenirle

 

QUANDO NON TRAZIONARE UN CANINO INCLUSO

14.1. Anchilosi del canino
14.2. Estrazione a scopo ortodontico dei canini inclusi: indicazioni e problematiche collegate
14.3. L’alternativa implantare
14.4. L’alternativa dell’autotrapianto

 

LA GESTIONE DEGLI INCISIVI MASCELLARI RIASSORBITI

15.1. L’importanza della diagnosi precoce
15.2. La valutazione del riassorbimento iniziale
15.3. Prospettive di sopravvivenza a lungo termine
15.4. Prospettive di mantenimento della vitalità

 

BIBLIOGRAFIA

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