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GU n. 63 del 10/03/2020
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Presentazione
Biografia

 

... “esplosioni cromatiche di un’ impressionante effetto visuale rivelano l’ eccellenza della sua tecnica e il totale dominio dell’arte di esprimere sentimenti attraverso colori e forme.”
Wagner Cosse

VARIE OPERE DISPONIBILI
CONTRATTAZIONE PRIVATA SENZA INTERMEDIARI
arte@edizionimartina.com


 

UMBERTO NIGI - dal segno alla materia

A.A.V.V.

Pag. 80 - 79 illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-182-4

Prezzo di copertina 55,00 €

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Presentazione

Il linguaggio proibito di Umberto Nigi

I dipinti di Nigi rivelano istantaneamente un insospettabile rigore che si estrinseca in una preziosa sintesi filologica di forme oniriche e di tracce simboliche e altamente suggestive. Di getto, elimina il superfluo, purificando i suoi cartoni – in un corposo recupero di ancestrali simbologie – di quei solidi richiami figurativi che avevano caratterizzato la produzione giovanile.

Egli condensa e distilla essenziali immagini dalla stringente carica coloristica – limita la tavolozza a pochi colori applicandoli sui cartoni strato su strato fino a comporre una spessa superficie, sulla quale si innestano imperiosi rilievi spinti al limite di una consistente ed emozionante stratificazione cromatica che dialoga poderosa con l’osservatore grazie a lineari formule estetiche offerte in una incalzante rete geometrizzante fissata sopra le tinte di base.

Nigi capisce che è necessario conservare l’integrità del campo – non deve esistere un punto centrale, o laterale, di focalizzazione, infatti le opere sono riempite di una tinta granulosa che si fa trama unificante, incoraggiando una netta e palese contraddizione tra l’illusione di una meditabonda, caliginosa profondità e la dura realtà di una compatta estensione pittorica. Opache nebbie di colore smembrato invitano l’astante in uno spazio quieto, equivalente metaforico del sogno; quasi esprimono una transitoria malinconia entro cui, spesso, finissime fasce verticali e orizzontali creano un mondo che abbandona qualsiasi oggetto.

Nigi presenta dei campi di tonalità prive di disegni e di spunti formali nei quali vive una sorta di indifferenziata sostanza suddivisa da diafane bande di cedevole ed elaborata tinta che fanno da eco naturale ai confini del piano del quadro. Queste si leggono come una sequenza episodica riproponibile all’infinito al di fuori di esse, in rinforzo delle grandi distese di sfumature dominate e ispirate da una incombente soggezione. La non-pittoricità, nella lezione di Nigi, concede all’occhio attento e sensibile di appagarsi in sensazioni non aride, non banali, mai generiche, concentrando l’attenzione dall’esperienza tangibile verso l’idea. L’interesse dell’artista di origine livornese è più verso il colore che al segno – immense e sollecite aree di massa coloristica prendono il posto dei lineamenti, i contorni e le forme si dichiarano sconfitti dallo spazio inteso come inconscia necessità di allargare la realtà fisica sino a diffonderla sul piano.

Egli, in concreto, vive e lavora con un’irrealtà di pensiero-azione, cercando di contenerla in uno sguardo delimitato (all’interno del quadro stesso) che si lascia sopraffare da un formidabile espandersi del colore. Vuol mostrare, dunque, campi corrosi da strisce concertate razionalmente che rappresentano la cifra di un codice a colori che può rimandare, in effetti, a una realtà anche ben sostanziale: tali linee idealizzano una mappa, una vera e propria cartina geografica in cui è l’immaginazione a dettare le regole, non più ostacolata dalle leggi del disegno canonicamente inteso – prende forza e valore l’atto in sé, intrinseco e assoluto, necessario e sufficiente.

Nel setacciare nuovi orizzonti, l’autore passa a fotografare scatti gestuali che appaiono come enormi ingrandimenti di antiche calligrafie o di primitivi graffiti che muovono verso l’autodistruzione – le sue composizioni trasmettono un inarrestabile senso di eccitazione poiché si riscalda un colore che non sembra mai comportarsi allo stesso modo, sembra variare ad ogni nostra rapida sbirciata alla sua epidermica essenza.

Gli interventi a completare, le correzioni, le sovrapposizioni ci regalano un artista che diviene frammento integrante del processo creativo: le opere finite sbocciano come ideale prolungamento della mente del pittore che agisce con colossali pennellate che non umanizzano rigide e aprioristiche strutture geometriche, ma, al contrario, pianificano plasticamente le emozioni suscitate in lui dallo spazio fisico al fine di comunicarle e confrontarle con le nostre emozioni e conoscenze di quello stesso spazio.

Andrea Baldocchi
Critico d’arte contemporanea e arti visive

Biografia

1945 - 13 maggio 1945 nasce in Gorgona isola dell’arcipelago toscano. La famiglia si trasferisce a Livorno. In quella cittá comincia, giovanissimo, a frequentare gli studi dei pittori locali.

1963 - va a Parigi attratto dalle opere di Vincent Van Gogh che influenzeranno i suoi primi lavori.

1976 - partecipa alla prima mostra di pittori Naif italiani e yugoslavi e alla Biennale Internazionale di Arte Naif richiamando l‘attenzione dei critici per il suo lavoro che definiscono “primitivista”. É inserito nel catalogo Bolaffi di Arte Naif.

1977 - Firenze - Galleria Bottega di Cimabue

1978 - Nominato Accademico d’Italia Mostra Permanente alla Pinacoteca Internazionale di Arte Antica e Moderna di Salsomaggiore Terme.
Sirmione sul Garda e Camaiore “Collegio Cavanis”.
Prima Biennale di Arte cittá di La Spezia.
Bari - galleria Ricciotto Canudo.
La Spezia - Galleria Studio 13.

1980 - Viareggio - Galleria “Il Magazino de Sale” Negli Stati Uniti a New York entra in contato con la pittura astratta di Pollock, De Kooning e Rothko.

1984 - Roma - Centro Culturale Remo Croce “Racconto contadino” Nella capitale riceve il premio Carlo Capodieci.

1985 - Gubbio “Casa Sant’Ubaldo”

1986 - Prato.

1986 - Si trasferisce al Cairo dove espone i suoi lavori.
Emergono in Egitto forme, colori e sensazioni costanti, di forma inconsciente che verrá assimilata solo posteriormente e che influenzeranno il percorso della sua pittura. Fino a che la ricerca si transforma in urgenza fino ad arrivare all’informale attraverso un lungo período di arduo lavoro che continua fino agli inizi degli anni 90.
Rimane al Cairo per otto anni. Inizia cosí un período di viaggi incontrando diverse culture che gli permettono un progressivo arricchimemento personale che si evedenzia nel lavoro successivo.
Espone a Gubbio alla Galleria Sadowski.

1989 - Roma - Centro Culturale Remo Croce.
Inizia a utilizzare la tita acrílica e materiali poveri come rena, gesso, juta, rete metallica e colla.
Le cornici sono fatte dal proprio artista usando materiali riciclati come legno da costruzione, sabbia, gesso, rete metallica e colla.
Si trasferisce nello Yemen, dove, nella capitale Sana’a espone i suoi lavori.

1994 - Roma “IV mostra di Arti Visive”.
Roma Centro Culturale Remo Croce.

1996 - Piombino, Milano, Castagneto Carducci.
La drammaticità delle sue pennellate, lo stile osato, elegante, sensuale e l’utilizzo dei colori nelle sue piú diverse matrici richiamano l’attenzione della critica specializzata e del pubblico.
Colori diversi e intensi, che mischiano nero, marrone, rosso, giallo, arancio. azzurro e verde, provocano esplosioni cromatiche di impressionante effetto visuale, rivelando l’eccellenza della sua tecnica e il domínio dei misteri dell’arte di esprimere sentimenti per mezzo dei colori e delle forme.

1998 - Visita il Brasile e si trasferisce a Rio de Janeiro e posteriormente a Belo Horizonte.
I paesaggi e i costumi della terra natale e le peregrinazioni per vari Paesi, incluso il Brasile, furono fondamentale alla creazione del suo stile.

2002 - Belo Horizonte “Cor Nua”

2004 - Belo Horizonte Palácio das Artes - “Iluminações”.

2005 - Antiga Cadeia di Tiradentes/MG “Le coordinate dell`immaginazione”.

2006 - Ambasciata Italiana di Brasília “A pintura Lírica e Racional”

2007 - Belo Horizonte - “Abstrakt”
Ouro Preto
Palazzo delle Nazioni Unite – New York.
Cesena e Bologna.

2009 - San Paolo - Galeria Berenice Arvani

2012 - Philadelphia - USA - Knapp Gallery.

2013 - Philadelphia - USA - Knapp Gallery Philadelphia - USA

2015 - Belo Horizonte Casa Fiat di Cultura “Cores Cidadaos do mundo” (antologica).

2018 - BELA Bienal Helsinki - Osaka (Giappone)

2019 - BELA Bienal Rio de Janeiro