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GU n. 63 del 10/03/2020
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COME COSTRUIRE UNA RETE TRA IMPRESE - Opportunità, percorso evolutivo e business plan

DI MARCO P. - CATTÒ P.L.

Pag. 144 pagine - 114 illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-111-4

Quantità

Prezzo di copertina 28,00 €

SCONTO INTERNET -5%

26,60 €

Gli Autori
Presentazione
Prefazione
Indice

 

Gli Autori

 

Paolo DI MARCO

Esperto in strategia e nella ideazione e sviluppo dei business pian, svolge attività formativa nella faculty Alma Graduate School in Bologna nelle aree di "Strategia d'impresa" e "Controllo di gestione".

Professore a contratto nel Corso di Laurea di Management e Marketing, facoltà di Economia per la materia "Economia e gestione delle imprese" presso l'Università degli Studi di Bologna.

Esperto nella gestioni di reti e attivo in diversi progetti di accompagnamento per la realizzazione di reti tra imprese.

 

Pier Luigi CATTO'

Esperto nelle attività di organizzazione e project management, svolge attività di consulenza direzionale per aziende di vari settori che necessitano di pianificazione e sviluppo strutturale.

Esperto nelle dinamiche organizzative dei Network, ha collaborato a progetti per l'accompagnamento alla creazione di reti di impresa.

 

Presentazione

 

Le reti tra imprese rappresentano oggi una forma evoluta di organizzazione tra le aziende.

Negli ultimi anni lo scenario competitivo delle PMI è mutato. La globalizzazione e le recenti difficoltà hanno spinto le aziende a nuove configurazioni. La ridotta dimensione della stragrande maggioranza delle imprese italiane è risultata ancora più critica di fronte al mercato globale, inoltre esse subiscono la concorrenza di quelle dei paesi a basso costo. La contingenza economica, che ha ridotto il Pil di molti paesi e in modo particolare dell’Italia, ha reso attraenti i mercati a più alto tasso di sviluppo. Tutte queste sfide difficilmente possono essere vinte dalle aziende puntando esclusivamente su di un basso costo di produzione, si dovranno valorizzare altri aspetti quali la qualità, la ricerca, la tecnologia, il marchio e i servizi.

L’aggregazione delle aziende italiane non è avvenuta in maniera rilevante e in modo spontaneo sotto forma di fusioni o acquisizioni e la maggior parte di loro ha ancora dimensioni ridotte. Ora con il contratto di rete c’è uno strumento in più che permette alle imprese di “fare massa critica” e rispetto alle forme preesistenti quali ATI, consorzi e distretti, consente di elaborare forme aggregative più strutturate e complesse travalicando i limiti del settore o della zona geografica.

In questo modo si potrà usufruire delle economie di scala nelle varie attività aziendali e sfruttare appieno le loro competenze aggregate nella rete anche in settori diversi da quello di origine. Questa nuova forma organizzativa, nonostante il giovane contratto specifico, promette un interessante sviluppo nel futuro.

Il primo capitolo del libro è dedicato ad un excursus sulle teorie principali relative alle reti tra imprese per poi confrontare il nuovo contratto di rete con le precedenti forme contrattuali. La seconda parte analizza i fattori che predispongono alla costituzione di una rete. Il terzo capitolo, utilizzando il C6 Model – Vitality sviluppato da pd for, propone un percorso evolutivo ciclico della rete in tre fasi: start-up, challenge ed evolution. Nella quarta parte si presentano i punti essenziali per l’elaborazione di un business plan di rete. Tre case history di aziende che stanno formando reti tra di loro completano la pubblicazione che vuole essere uno strumento utile agli imprenditori per intraprendere questo percorso.

 

Prefazione

 

La piccola impresa in Italia non è un elemento marginale, ma un soggetto economico che negli ultimi decenni ha elaborato un modo di produrre originale. Mi riferisco alla partecipazione/costruzione di una filiera a rete, allo sviluppo di uno stretto rapporto col territorio e alla forte personalizzazione dell’impresa e del suo sistema di relazioni. In Italia essere piccoli non significa essere industrialmente marginali. Vuole dire, al contrario, che si partecipa a una più grande catena del valore lungo la quale ogni soggetto è portatore di precise responsabilità, spesso condivise, e, sempre, reciprocamente conosciute. In un ambito come questo ogni piccola impresa gioca la propria parte contribuendo a creare e distribuire ricchezza e produrre occupazione.

Negli anni a venire questa struttura produttiva – diffusa in tutto il Nord del Paese e lungo la dorsale Adriatica – avrà ancora una centralità nel manifatturiero, ma sarà più leggera, con produzioni a maggiore valore aggiunto e una composizione dell’occupazione ad ancora più elevata professionalità. Un sistema produttivo nelquale le componenti dell’innovazione, della tecnologia, della logistica, della comunicazione e della presenza sui mercati del mondo diventeranno fondamentali.

Dunque, la sfida internazionale impone alle nostre aziende – specie a quelle piccole, ma capaci di esprimere potenzialità – un ulteriore balzo in avanti. Chiede loro di essere più organizzate, più forti e più “intelligenti”. In altri termini impone di passare dalla “fabbrica” a una compiuta cultura industriale. Tutto ciò significa una sola cosa: la fabbrica, per avere futuro, deve diventare industria investendo negli uomini e nella conoscenza che questi producono e propagano. Diventare industria significa che l’organizzazione non è solo la proiezione del saper fare dell’imprenditore, ma il frutto di un’adeguata dotazione di conoscenze apportate da risorse umane di qualità.

Quello che ho descritto è un percorso evolutivo nel quale le aggregazioni tra imprese – alle quali è dedicato questo volume – possono giocare un ruolo significativo.

Mi riferisco a soluzioni che consentono di mantenere la propria autonomia e che, al tempo stesso, permettono di realizzare alleanze, consorzi, joint-venture, partecipazioni, contratti di licenza e così via. Scelte che possono mettere le piccole imprese nelle condizioni di agire “da grandi” senza diventarlo, come ben testimoniano i casi analizzati nelle pagine seguenti.

Ecco perché il cambiamento culturale rappresenta oggi il primo e necessario passo che i piccoli e medi imprenditori devono fare per superare i fattori che frenano la potenzialità di sviluppo delle loro imprese. Il secondo, è quello praticabile seguendo le indicazioni del Legislatore che ha definito uno specifico quadro normativo e fiscale per favorire le aggregazioni tra imprese.

Il “Contratto di rete”, operativo dal 2010, serve a facilitare questi processi prevedendo una ben definita forma giuridica e agevolazioni fiscali.

In tale prospettiva l’associazionismo può e deve giocare un ruolo di grande rilievo.

Penso alla possibilità di “mettere al lavoro” quel “capitale relazionale” che, negli anni, le Associazioni territoriali hanno costruito nei confronti delle imprese.

Ciò significa affrontare una nuova “frontiera” associativa fondata su una nuova generazione di servizi capaci di supportare le piccole imprese nel loro percorsi di crescita. L’obiettivo è riuscire a mobilitare – in modo coordinato e convergente – le piccole imprese che altrimenti faticherebbero a incontrarsi. Un obiettivo che Industriali Reggio Emilia persegue con impegno, così come sostiene e condivide i valori e le indicazioni di questo importante lavoro di analisi e approfondimento realizzato da Paolo Di Marco e Pier Luigi Cattò.

ENZO BARTOLI
Vicepresidente Piccola Industria
Industriali Reggio Emilia

 

Indice

 

Prefazione

CAPITOLO 1

TEORIE SULLE AGGREGAZIONI E RETI TRA IMPRESE

Rete come fonte di nuove opportunità
Rete come sistema complesso
Nascita e diverse configurazioni della rete

CAPITOLO 2

FATTORI PREDISPONENTI ALLA RETE TRA IMPRESE

Fotografare la situazione iniziale
Fattori esterni alla rete
Fattori interni alle singole imprese
Fattori tra i componenti della rete

CAPITOLO 3

PERCORSO STRATEGICO DELLA RETE

Nascita e regolamentazione della rete
C6 Model – Vitality
Percorso evolutivo della rete

CAPITOLO 4

BUSINESS PLAN DI RETE

Introduzione al business plan di rete
Analisi esterna alla rete
Analisi interna alla rete
S.W.O.T. di rete
Strategia rielaborata

CAPITOLO 5

CASI DI RETE TRA IMPRESE

Net Crumbs
3Circle
Netmade

APPENDICI

Contratto di rete
Rating di Rete

INDICE DELLE FIGURE

BIBLIOGRAFIA