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GU n. 63 del 10/03/2020
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Vol. 28 - Trattamento delle III classi in dentizione decidua: quando e perché. Risultati a distanza

BENEDETTI M.

Pag. 76 - 499 illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-108-4

Quantità

Prezzo di copertina 55,00 €

SCONTO INTERNET -5%

52,25 €

Presentazione
Introduzione
Indice
La prima pagina

 

Presentazione

 

L'Ortognatodonzia, iniziata in modo pionieristico in Italia negli anni '50, con alcuni Maestri quali i Prof.ri E. Muzi, G. May, O. Hoffer, ha potuto nel tempo svilupparsi: con il primo gruppo di studio Italiano di Ortodonzia (GISO-1967), con la Società Italiana di Ortodonzia (SIDO-1968), con la prima Scuola di specializzazione, (Cagliari 1973) e poi via via le altre ed infine con le cattedre universitarie specifiche, e poi i corsi di perfezionamento ed i master arrivando da pochi pionieri iniziali, ad interessare diverse migliaia di professionisti.

Ho avuto la grande fortuna di conoscere, frequentare ed apprezzare il lavoro clinico e scientifico dei primi Maestri, e di essere presente in tutte le varie fasi di formazione, sviluppo e crescita dell'ortodonzia italiana. Dopo aver pubblicato diversi libri e monografie sulla materia, sempre più sentivo l'esigenza di preparare e sviluppare una collana di Ortognatodonzia, che raccogliesse in modo organico e coordinato i vari contributi delle scuole Italiane di Ortodonzia o di singoli cultori della materia; è la prima volta che ciò avviene in Italia ed è rivolta soprattutto ai laureandi, ai neolaureati, agli specializzandi, ai cultori della materia, a chi intende perfezionarsi in questa disciplina.

Ogni opera avrà in genere un carattere monografico di varia estensione a seconda dell'argomento trattato.

Si cercherà di dare molto spazio all'iconografia onde facilitare l'uso anche come testo Atlante e favorirne così l'applicazione pratica professionale. Il testo, sempre conciso sarà preparato col massimo rigore scientifico e bibliografico, e con una impostazione clinica didattica, logica e valida. Essendo di facile consultazione il fruitore ne potrà trarre il massimo vantaggio. Voglio ringraziare la Casa Editrice Martina che, con squisita signorilità, felice intuito e lungimiranza, ha intrapreso questa Collana scientifica nell'intento di rendere più agevole e facile l'apprendere di questa disciplina che sempre più diventerà specialistica, pur mantenendo stretti rapporti inter e multidisciplinari, e poter premiare al tempo stesso l'operato delle varie scuole ortodontiche Italiane o di singoli professionisti, che, con la loro ricerca ed applicazione clinica, hanno saputo già ottenere riconoscimenti anche a livello internazionale.

Con grande soddisfazione la collana ha doppiato la boa d'argento del 25mo numero e prosegue spedita verso nuovi e veloci traguardi, davvero insperati quando timidamente iniziammo col n. 1 nel lontano 1996.

Merito certamente di tutte le scuole Ortodontiche Italiane Universitarie che hanno prontamente e con entusiasmo aderito all'iniziativa arricchendola in tutti questi anni di monografie altamente significative ed importanti, e di Autori affermati che sono stati i veri artefici del successo editoriale, ottenendo un largo consenso di adesioni e di soddisfazione da parte dei lettori, e recensioni accurate e sempre di valido apprezzamento sulle principali riviste del settore.

Il successo della collana è poi stato completato dalla adesione di quasi tutte le Scuole Universitarie e private Italiane che si sono impegnate a fornire nei prossimi anni il meglio dei risultati nei loro specifici settori di ricerca, come ben si può vedere nell'elenco posto in quarta di copertina, ove compaiono ben 18 nuovi titoli. Sarà quindi mio compito di dedicare il mio impegno ad elevare ulteriormente il livello di selezione dei singoli argomenti e da parte dell'editore quello di migliorare ancora la grafica e l'estensione, sempre nell'ottica di offrire dei testi pratici, e di facile e chiara applicazione clinica per il fruitore ed al tempo stesso esaustivi sullo specifico argomento trattato.

Agli autori ed alle Scuole quindi il mio ringraziamento più sentito perché sarà possibile offrire in tal modo nell'arco di un ventennio e di circa quaranta monografie una collana completa, organica ed unica nel suo genere, di grande utilità pratica, a testimonianza non solo del livello scientifico e della notorietà Internazionale ormai raggiunta dalla Ortodonzia Italiana, ma di esempio di coesione, collaborazione e sinergia.

Merito pure della fiducia incrollabile e dell'entusiasmo nel proprio lavoro da parte dell'Editore Dott. Alfredo Martina che ha saputo sostenermi, incoraggiarmi ed essermi vicino con la sua saggezza nei momenti più delicati o per decisioni difficili.

Ho il grande piacere di presentare questa nuova monografia dedicata interamente al trattamento delle terze classi. All'inizio della collana 16 anni fa lo stesso argomento fu trattato dal caro ed indimenticabile Prof. Carlo Merlini con un eccellente ed ancora oggi valida ricerca.

Oggi vengono invece presentate le ricerche di una di una ben nota specialista ortodontista italiana la dott.ssa Marida Benedetti libera professionista in Brescia.

Dopo la Laurea in medicina, e chirurgia e la specialità in Odontoiatria a Verona, ottenne la specializzazione in ortognatodonzia presso l'Università degli studi di Milano, la Dott.ssa Benedetti ha frequentato per molti anni la scuola della Prof.ssa Birte Melsen ad Aahrus in Danimarca, nota in tutto il mondo per la serietà, il rigore e l'accuratezza dedicate alla ricerca ed alla documentazione scientifica e ben conosciuta in Italia per numerosi corsi e relazioni svolte.

La dottoressa Benedetti da oltre 20 anni ha dedicato lunghe e documentate ricerche al trattamento precoce delle terze classi.

Alla scelta della indicazione della terapia precoce, attraverso lo studio della tipologia morfoscheletrica dei giovani pazienti, alle varie tipologie di terapia e soprattutto all'uso precocissimo dell'espansione rapida del palato ed alla applicazione della terapia con la maschera dì Delaire esclusivamente in pazienti solamente con dentizione decidua, è dedicata la monografia.

Vi è una ricca documentazione clinica con la descrizione "Step by Step" delle varie metodiche i risultati ottenuti all'inizio, alla permuta dentale ed il lungo follow up a 18 - 20 anni di ogni caso trattato e la stabilità estetico-funzionale-scheletrica mantenuta a lungo termine senza ulteriori fasi terapeutiche.

Segue poi una ricca documentazione di ricerca con le teleradiografie iniziali e finali a 14 - 16 anni di distanza dalla terapia e le relative analisi cefalometriche e sovrapposizioni che dimostrano con chiara e precisa evidenza i notevoli miglioramenti scheletrici ottenuti.

Tali ricerche sono state condotte in collaborazione e sotto la guida della Prof.ssa Birte Melsen che ne ha validato la precisione e sono già state frutto dì una pubblicazione scientifica.

Monografia quindi di importanza miliare sul piano clinico pratico ed anche scientifico e di estrema utilità pratica ed interesse immediato sia per lo specialista in ortognatodozia che per l'odontopediatra.

Si avvera ancora una volta l'utilità di questa possibilità della terapia precocissima ove vi sia la indicazione ad eseguirla e l'eccellente risultato che si possono ottenere sia in termini di costo-terapia sia eliminando la necessità di futuri interventi di chirurgia ortognatica.

Questa monografia viene quindi a confermare quanto la letteratura ha abbondantemente dimostrato con ricerche precise quali quelle eseguite dal Professor Mc Namara e che ha visto la collaborazione della scuola dell'Università di Firenze con Dr. Franchi e Baccetti allievi della professoressa Isabella Tollaro che li ha ripresi in un capitolo del libro Odontoiatria per il Pediatra curato dalla S.I.D.O. e dalla S.T.O.I., ove viene ribadita la stretta necessità che la prima visita ortodontica per un bambino avvenga a 4 o 5 anni e che "devono tassativamente essere intercettate tutte le inversioni del combaciamento siano esse del settore anteriore delle arcate che dei settori laterali", e conclude dimostrando come nei casi trattati precocemente vi sia una riduzione della crescita della lunghezza mandibolare per una differente tipologia di crescita.

Sono certo che a questa monografia arriderà un vasto successo di consensi e di utile applicazione clinico-pratiche da parte dei fruitori dell'opera.

All'Editore Dott. Alfredo Martina ancora un plauso e un ringraziamento per l'inesauribile energia ed entusiasmo che continua a profondere onde migliorare ulteriormente la collana nella sua veste tipografica ed iconografica.

Prof. Damaso Caprioglio
già Direttore Cattedra di Ortognatodonzia e Gnatologia
e dei Corsi di Perfezionamento in Ortodonzia Intercettiva
ed Ortodonzia Pre e Post-Chirurgica
Docente di Etica e Traumatologia Dentale
Università degli Studi di Parma


Introduzione

 

La malocclusione di terza classe è considerata una malocclusione di difficile soluzione terapeutica perché viene vista nella componente genetica, la determinante di questa patologia e la soluzione chirurgica a fine crescita l'unica possibile terapia.

Vengono presentate invece, in questo libro, possibilità di soluzioni terapeutiche se il caso è trattato precocemente e dopo una attenta e approfondita diagnosi.

Tra le malocclusioni curate precocemente ancora in dentatura da latte questa, ha senza dubbio la priorità.
Con una corretta diagnosi e solo dopo una attenta valutazione della tipologia facciale si valuta se ci si può permettere un trattamento intercettivo o se invece certe caratteristiche tipologiche ne confermano una soluzione chirurgica a fine crescita.

Responsabili di questa malocclusione non sono solo fattori scheletrici ma anche fattori muscolari e funzionali e tra questi un ruolo importante è dovuto alla lingua.

Differenti trattamenti vengono applicati nei giovani pazienti molto spesso collegati più all'esperienza del medico che ad un preciso piano terapeutico: tra questi la mentoniera, diversi tipi di maschera facciale associati all'espansore rapido, apparecchi funzionali di terza classe come il regolatore di funzione di terza classe e come ultima soluzione l'intervento chirurgico a fine crescita.

L'obiettivo del trattamento è di limitare la crescita mandibolare quando la mandibola è responsabile della malocclusione, anche se molti studi hanno dimostrato che la crescita condilare può essere influenzata limitatamente.

Quando invece la malocclusione è dovuta ad una ipomaxillia il trattamento può raggiungere il suo obiettivo. La possibilità di controllare lo sviluppo del sistema suturale in questa regione mascellare è alta specialmente se è trattata nel giovane paziente.

L'uso dell'espansore rapido raccomandato in questi casi porta a stimolare la crescita suturale del mascellare sia in senso trasversale che sagittale e di crescita. Un fattore molto importante è che questa apparecchiatura migliora le vie aeree e determina un cambiamento nella posizione linguale, la quale, è spesso sia per forma che per funzione, fattore che aggrava la malocclusione stessa.

Molti parametri cefalometrici dimostrano dopo il trattamento cambiamenti sul piano trasversale, sagittale e verticale nel mascellare e nella mandibola.

I casi che vengono in questo libro presentati sono stati trattati soprattutto in dentatura da latte e quando vi era un problema trasversale si è iniziata la cura con un espansore rapido al quale è stata seguita immediatamente l'applicazione della maschera facciale per la durata della terapia di un anno circa.

In questo libro si vuole sottolineare l'importanza di iniziare precocemente il trattamento e quindi di stimolare la crescita suturale quando i cambiamenti scheletrici sono più facili da ottenere.

Molto importante è selezionare casi con tipologia brachifacciale e normofacciale mentre si deve lasciare i casi con tipologia facciale open ad una soluzione terapeutica chirurgica.

Marida Benedetti
Laurea in medicina e chirurgia (Università di Milano).
Specialista Odontostomatologia (Università di Verona).
Specialista in Ortognatodonzia (Università di Milano).
Professore a contratto presso l'Università degli Studi
di Brescia specialità dì Ortognatodonzia.


Indice

 

Eziopatogenesi

Classificazione

Diagnosi

Effetti della maschera facciale

Presentazione di casi clinici in dentatura da latte

Risultati della ricerca

Presentazione di casi clinici in dentatura permanente

 

La prima pagina

 

EZIOPATOGENESI

L'ereditarietà è un fattore frequentemente presente in questa malocclusione e l'alternarsi di forme gravi e meno gravi sembra sia dovuto alla presenza di un carattere ripetibile che è stato chiamato "suscettibilità" che non si trasmette secondo i modelli classici ma si può assistere all'alternarsi in modo improprio a malocclusioni di diversa patologia. In tutti i casi si può però riscontrare un fattore comune: il fattore linguale.

ATTIVITÀ MUSCOLARE

Tra le cause di un progenismo non vi sono solo fattori funzionali ed anatomici ma un ruolo eziopatogenetico importante è dovuto alla lingua.

La lingua ha una posizione tra mento ed osso ioide posta tra la terza e la quarta vertebra. Quando questo equilibrio non si mantiene durante la crescita, la lingua determina una spinta orizzontale sulla mandibola. In questa situazione bisogna intervenire per creare una corretta occlusione incisiva e riportare la crescita mandibolare verso il basso e indietro.

Nei soggetti dolicofacciali il danno sulla crescita mandibolare può essere anche peggiore e quindi riequilibrare l'occlusione incisiva è ancora più importante. Tutto questo perché la posizione mandibolare influenza il profilo faringeo che è strettamente collegato al profilo facciale e di conseguenza determinato dalla posizione della base della lingua. Si può così vedere come la direzione del dorso della lingua, che può dirigersi verso il rinofaringe, l'orofaringe e l'ipofaringe, possa fare cambiare il profilo facciale (Fig. 1,2 e 3).

Quindi funzioni e parafunzioni sono determinanti nello sviluppo delle strutture cranio-facciali.

Profilo facciale e profilo faringeo presentano una correlazione.

La lingua per una sua attività motoria asimmetrica ma senza una reale asimmetria di forma può causare deformazioni mandibolari inoltre può essere responsabile per un difetto motorio primitivo o per una anatomia particolare a dei difetti di pronuncia frequenti nei progenici. È stato comunque osservato come delle variazioni di volume della lingua si accompagnano a variazioni del complesso maxillo facciale.