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GU n. 63 del 10/03/2020
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Vol. 23 - La barra palatale - indicazioni cliniche e modalità di impiego

PERILLO L.

Pag. 100 - illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-066-7

Quantità

Prezzo di copertina 60,00 €

SCONTO INTERNET -5%

57,00 €

Presentazione
Prefazione - Prof. Adolfo Ferro
Prefazione - Dott. Raphael L. Greenfield
Introduzione
Indice
La prima pagina...

 

Presentazione

 

L'Ortognatodonzia, iniziata in modo pionieristico in Italia negli anni '50, con alcuni Maestri quali i Prof.ri E. Muzi, G. May, O. Hoffer, ha potuto nel tempo svilupparsi: con il primo gruppo di studio Italiano di Ortodonzia (GISO- 1967), con la Società Italiana di Ortodonzia (SIDO-1968), con la prima Scuola di specializzazione, (Cagliari 1973) e poi via via le altre ed infine con le cattedre universitarie specifiche, e poi i corsi di perfezionamento ed i master arrivando da pochi pionieri iniziali, ad interessare diverse migliaia di professionisti.

Ho avuto la grande fortuna di conoscere, frequentare ed apprezzare il lavoro clinico e scientifico dei primi Maestri, e di essere presente in tutte le varie fasi di formazione, sviluppo e crescita dell'Ortodonzia italiana.

Dopo aver pubblicato diversi libri e monografie sulla materia, sempre più sentivo l'esigenza di preparare e sviluppare una collana di Ortognatodonzia, che raccogliesse in modo organico e coordinato i vari contributi delle scuole Italiane di Ortodonzia o di singoli cultori della materia; è la prima volta che ciò avviene in Italia ed è rivolta soprattutto ai laureandi, ai neolaureati, agli specializzandi, ai cultori della materia, a chi intende perfezionarsi in questa disciplina.

Ogni opera avrà in genere un carattere monografico di varia estensione a seconda dell'argomento trattato.
Si cercherà di dare molto spazio all'iconografia onde facilitare l'uso anche come testo Atlante e favorirne così l'applicazione pratica professionale. Il testo, sempre conciso sarà preparato col massimo rigore scientifico e bibliografico, e con una impostazione clinica didattica, logica e valida. Essendo di facile consultazione il fruitore ne potrà trarre il massimo vantaggio. Voglio ringraziare la Casa Editrice Martina che, con squisita signorilità, felice intuito e lungimiranza, ha intrapreso questa Collana scientifica nell'intento di rendere più agevole e facile l'apprendere di questa disciplina che sempre più diventerà specialistica, pur mantenendo stretti rapporti inter e multidisciplinari, e poter premiare al tempo stesso l'operato delle varie scuole ortodontiche Italiane o di singoli professionisti, che, con la loro ricerca ed applicazione clinica, hanno saputo già ottenere riconoscimenti anche a livello internazionale.

È motivo di particolare soddisfazione a 15 anni dall'inizio di questa collana, avere doppiato il giro di boa dei primi venti numeri che hanno visto la partecipazione di numerose scuole Universitarie e di Autori affermati che sono stati i veri artefici del successo editoriale, ottenendo un largo consenso di adesioni e di soddisfazione da parte dei lettori, e recensioni accurate e sempre di valido apprezzamento sulle principali riviste del settore. Il successo della collana è poi stato completato dalla adesione di quasi tutte di tutte le Scuole Universitarie e private Italiane che si sono impegnate a fornire nei prossimi anni il meglio dei risultati nei loro specifici settori di ricerca, come ben si può vedere nell'elenco posto in quarta di copertina, ove compaiono ben 18 nuovi titoli.

Sarà quindi mio compito di dedicare il mio impegno ad elevare ulteriormente il livello di selezione dei singoli argomenti e da parte dell'editore quello di migliorare ancora la grafica e l'estensione, sempre nell'ottica di offrire dei testi pratici, e di facile e chiara applicazione clinica per il fruitore ed al tempo stesso esaustivi sullo specifico argomento trattato. Agli autori ed alle Scuole quindi il mio ringraziamento più sentito perché sarà possibile offrire in tal modo nell'arco di un ventennio e di circa quaranta monografie una collana completa, organica ed unica nel suo genere, di grande utilità pratica, a testimonianza non solo del livello scientifico e della notorietà Internazionale ormai raggiunta dalla Ortodonzia Italiana, ma di esempio di coesione, collaborazione e sinergia.

Proseguendo nella collana ho il piacere di ospitare la prestigiosa Scuola della Seconda Università degli studi di Napoli diretta dal Prof. Adolfo Ferro che tanto ha già contribuito al miglioramento delle conoscenze con ricerche clinico scientifiche nel settore ortodontico di estremo interesse.

In questa eccellente monografia, la Professoressa Letizia Perillo, certamente l'allieva più matura della scuola presenta la Barra Palatale vale a dire un argomento che arricchisce la nostra collana di uno studio su uno degli strumenti ortodontici più versatili ed usati nella pratica clinica quotidiana.

Ne sono particolarmente felice ed orgoglioso perché credo di essere ora l'allievo più anziano del dr Norman Cetlin avendo frequentato circa quarant'anni fa la Boston University e poi negli anni seguenti avendolo ricevuto a Milano ogni tre mesi per diversi anni con un piccolo gruppo di studio (fra i cui componenti vi era la cara e compianta Dott.ssa Marcella Continolo), ne fummo i primi a diffondere questo eccellente utilizzo della barra palatale.

Negli anni 80 venne in Italia per un corso il Dr. Goshgarian ideatore della barra palatale e si disse molto meravigliato di vedere quante azioni e movimenti e quindi ottimi risultati positivi si potevano raggiungere con lo strumento da lui ideato e che lui non aveva neppure preso in considerazione.
Ora finalmente la Professoressa Perillo presenta un vero studio clinico scientifico con una ricerca metodica, accurata precisa e perfettamente documentata mettendo non solo in evidenza ogni singola possibilità di movimento e di azione ortodontica della barra palatale, ma altresì spiegando ed illustrando "step by step" la tecnica per l'utilizzo di essi.

Ne risulta un testo atlante di rara efficacia e di fondamentale utilizzo clinico - terapeutico non solo per gli specializzandi in Ortognatodonzia ma per ogni serio e valido professionista che vuole allargare il proprio bagaglio di strumenti eccellenti, validi e sicuri per la cura dei propri pazienti.

L'iconografia dei disegni, precisi, schematici, lineari e di estrema efficacia, uniti a chiare didascalie e la presentazione di casi clinici di tutte le tipologie per la versatilità estrema della barra palatale seguiti in ogni fase clinica, permettono un apprendimento chiaro, efficace, duraturo. Diventa quindi un testo fondamentale per la nostra specialità ed ancora una volta, unitamente all'Editore Dott. Alfredo Martina, siamo orgogliosi di poter annoverare questa opera nella nostra collana.

Alla Professoressa Letizia Perillo ed al suo Maestro prof. Adolfo Ferro, la nostra gratitudine e l'augurio di potere presentare presto l'altra importante monografia sulle terze classi che figura già da tempo nell'elenco dei prossimi titoli che verranno pubblicati.

Prof. Damaso Caprioglio
già Direttore Cattedra di Ortognatodonzia e Gnatologia
e dei Corsi di Perfezionamento in Ortodonzia Intercettiva
ed Ortodonzia Pre e Post-Chirurgica
Docente di Etica e Management in Odontoiatria
Università degli Studi di Parma

 

Prefazione - Prof. Adolfo Ferro

 

Gli obiettivi della professione si modificano parallelamente all'evoluzione delle nuove conoscenze in campo tecnico-scientifico, che attualmente si moltiplicano con ritmo esponenziale.

La preparazione dei futuri ortodontisti risente, pertanto, di un duplice dinamismo: quello connesso con il continuo progresso tecnico e scientifico e quello inerente ai nuovi bisogni socio-sanitari.

Oggi è indubbio che domina il desiderio, da parte degli utenti della professione ortodontica, di avere un'arcata integra, ovvero non interrotta, fino ai settimi elementi dentari per un sorriso più naturale e una funzionalità forse migliore e di ridurre il più possibile la collaborazione.

L'impiego della barra palatale può contribuire a raggiungere questo duplice obiettivo.

Questa monografia sull'impiego della barra palatale nella pratica ortodontica rende, con chiarezza didattica ed una iconografia eccellente, come impiegarla, quando impiegarla e con quali risultati.

Nel corso della trattazione è dato largo spazio alla modellazione della barra palatale e agli aspetti meccanici delle azioni e reazioni.

Ogni modalità d'impiego viene presentata associata a casi clinici, che evidenziano la grande convenienza nel conseguire, con interventi brevi, risultati soddisfacenti quando la barra palatale viene propriamente utilizzata.

Diversamente forse alcuni casi avrebbero richiesto terapie ben più impegnative e non sicuramente con gli stessi risultati.

L'impostazione della monografia è rispondente alla moderna formazione dello specialista ed i contenuti sono pienamente applicabili per rispondere a questa esigenza.

Un plauso quindi alla professoressa Letizia Perillo che ha preparato con lodevole impegno un'opera che può essere tanto utile all'ortodontista come testo di apprendimento e di consultazione nell'applicazione della barra palatale nella pratica clinica.

Prof. Adolfo Ferro
Professore Ordinario di Ortognatodonzia e Gnatologia
Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria
Seconda Università degli Studi di Napoli
Presidente Società Italiana di Terapia Non Estrattiva

 

Prefazione - Dott. Raphael L. Greenfield

 

La Barra Palatale

un dispositivo multifunzione per la terapia non estrattiva

Nell'approccio terapeutico non estrattivo, la BP è un dispositivo estremamente versatile utilizzato sia nella dentizione mista che permanente, per l'estrusione e l'intrusione dei molari, per la derotazione mono o bilaterale dei molari, per l'espansione (o contrazione) del mascellare e il controllo della dimensione trasversale, per il torque radicolo vestibolare dei molari superiori, per la correzione del morso crociato monolaterale, per effettuare distalizzazioni asimmetriche e per rafforzare l'ancoraggio posteriore. Con la recente introduzione dei "temporary anchorage devices" (TAD's) nella pratica ortodontica, la BP è frequentemente associata ai TAD per garantire il massimo ancoraggio durante le meccaniche di retrazione.

Nella filosofia di Cetlin, da me definita "Coordinated Arch Development" (C.A.D.), la BP è molto spesso utilizzata per rafforzare l'ancoraggio, dopo l'ipercorrezione del 20-30%, dei primi e secondi molari superiori nelle malocclusioni di classe I e II. Il secondo uso più frequente della BP è il controllo della dimensione trasversale poiché l'arcata si sviluppa nella fase I della tecnica C.A.D. Le corone dei molari tendono a inclinarsi vestibolarmente durante la fase 1 e la BP è utilizzata per torcare le radici vestibolarmente. Così i molari sono orientati correttamente per ricevere le forze occlusali lungo l'asse maggiore senza prematurità. Poiché nella filosofia C.A.D. (Cetlin) una funzione appropriata è la chiave della stabilità a lungo termine, la BP riveste un ruolo importante nel raggiungimento di tale obiettivo. La BP può anche essere utilizzata per controllare la dimensione verticale con l'intrusione dei molari nei casi di morso aperto. Questo obiettivo può essere raggiunto ampliando la coffin loop centrale o ricoprendo la loop di resina acrilica. Entrambi i metodi aumentano la superficie su cui agisce la forza intrusiva della lingua. Quindi, durante il trattamento, la versatilità della BP consente il controllo di tutte e tre le 3 dimensioni, sagittale, trasversale e verticale, facilitando la stabilità a lungo termine.

La Professoressa Letizia Perillo, che ho il piacere di conoscere da oltre 10 anni, ha recentemente condotto un'ampia ricerca sulla teoria e sull'applicazione della BP. Sono certo che la sua esaustiva trattazione della BP, supportata dalla presentazione grafica, offrirà un significativo contributo alla formazione degli studenti di ortodonzia a livello internazionale. Tutti gli ortodontisti, infatti, trarranno grande beneficio da questa monografia in cui la Professoressa Perillo ha definito il corretto uso e la versatilità della BP in maniera chiara e completa, attraverso una dettagliata iconografia e una semplice terminologia.

Dott. Raphael L. Greenfield

 

The Transpalatal Bar

A Multifaceted Appliance for the Nonextraction Approach

The transpalatal bar (TPB) is an extremely versatile nonextraction appliance utilized in both the mixed and permanent dentitions for molar extrusion and intrusion, for derotation of bilaterally or unilaterally rotated molars, for maxillary expansion (or constriction) and control of the transverse dimension, buccal root torque of the maxillary molars, for correction of unilateral crossbites, to correct asymmetric distalization requirements, and enhance posterior anchorage. With the recent introduction of "temporary anchorage devices" (TAD's) into the orthodontic armamentarium, the TPB is frequently joined to the TAD to provide maximum anchorage during retraction mechanics.

In the Cetlin philosophy, which I have termed "Coordinated Arch Development® (C.A.D.), the TPB is most often used for anchorage enhancement after the 20-30% overcorrection of the maxillary first and second molars in Class II and Class I malocclusions. The second most frequent use of the TPB is the control of the transverse dimension as the arch is developed in phase I of the C.A.D. Technique. Molar crowns tend to tip to the buccal during phase 1 and the TPB is utilized to torque the roots buccally underneath the crowns. Thus the molars are properly oriented to receive the occlusal forces through their long axes without any prematurities. Since proper function is a key to long-term stability in the C.A.D. (Cetlin) philosophy, the TPB assumes an important role towards achieving this goal. The TPB con also be utilized to control the vertical dimension by intruding the molars in open bite cases. This may be accomplished by enlarging the midline coffin loop, or adding an acrylic button to the coffin loop. Both methods increase the surface area for the intrusive force of the tongue. Thus all three dimensions, sagittal, transverse and vertical, are controlled throughout treatment by the versatile TPB to facilitate long-term stability.

Professor Letizia Perillo, whom I have had the pleasure of knowing for more than 10 years, has recently conducted extensive research on the theory and application of the transpalatal bar. I am certain her exhaustive dissertation and accompanying powerpoint presentation on the transpalatal bar will become a very important adjunct in the curriculum of graduate orthodontic programs throughout the world. In fact, all orthodontists would greatly benefit from this monograph. Professor Perillo has clearly and elaborately, through considerable illustrations and simple terminology, defined the proper use and versatility of the transpalatal bar.

Dott. Raphael L. Greenfield

 

Introduzione

 

Attualmente la barra palatale si propone come un presidio spesso insostituibile per i cultori dell'approccio non estrattivo. La nostra Scuola, da sempre, ne ha sostenuto l'utilità insegnando agli allievi come usarla ma anche come modellarla. Da allieva ho avuto l'onore di imparare, direttamente dalle mani del mio maestro, come adoperare la barra palatale, come sfruttarne appieno le potenzialità, come adattarla ed inserirla nel cavo orale, senza apprensione, anche sui secondi molari. Nel 1987 ho partecipato al corso di Robert Goshgarian, che, per primo negli anni '50, ha introdotto la barra palatale nella pratica clinica, dopo averne intuito i considerevoli vantaggi derivati dal suo impiego. Corso organizzato, per gli onori della cronaca, dal Centro Culturale Sirio di cui era Direttore l'ineguagliabile professore Damaso Caprioglio, attuale Direttore di questa Collana di Ortodonzia. Successivamente, ho frequentato i corsi di Norman Cetlin che alla fine degli anni ' 80 si recava spesso in Italia. Con il mio inglese, mai perfetto, mi offrivo di tradurre pur di potervi partecipare più volte e di apprendere quanto più possibile

Viaggiando ho rincontrato Cetlin all'estero ed ho avuto modo di conoscere Ane Ten Hoeve e Raphael Greenfield, veri maestri nell'uso della barra palatale. Tuttavia, credo, che spetti a Norman Cetlin il merito di aver compreso appieno l'importanza della barra palatale tanto da inserirla nella sua tecnica e da attribuirle un ruolo chiave nella sua filosofia non estrattiva, oggi definita "Coordinated Arch Development" da Greenfield.

Nel corso degli anni ho avuto l'opportunità di rivedere questi illustri clinici della terapia non estrattiva. Ho incontrato Cetlin più volte durante le sue visite al professore Ferro che lui ama chiamare "zio" e con lui qualche volta Ten Hoeve. Li ho visti lavorare alla poltrona e li ho ascoltati mentre tenevano lezioni magistrali all'Università. Ho rivisto Greenfield nel 1997, invitato dalla SIDO, durante la presidenza Ferro, a tenere un corso precongressuale che ho avuto il piacere di tradurre.

In quegli anni, la SIDO aveva ancora i gruppi di studio. Il nostro era proprio quello della terapia non estrattiva il cui obiettivo primario era favorire l'approccio dei più giovani alla filosofia di Cetlin. Quando con la presidenza Ronchin, i gruppi di studio si sono trasformati in Società, abbiamo fondato, sia pure dopo una lunga riflessione, la Società Italiana di Terapia Non Estrattiva (SINET) di cui sono attualmente tesoriere.

Nel 2006, la SINET ha organizzato un Congresso Internazionale sull'approccio non estrattivo con Robert Vanarsdall, Raphael Greenfield, Giuliano Maino, John Kaku, a cui, Cetlin, ospite d'onore, purtroppo, non ha potuto partecipare.

Nel 2007, la stessa SINET ha previsto un corso precongressuale sulla tecnica di Cetlin che ho tenuto insieme ad alcuni dei miei co-autori. Durante la preparazione di questo corso, ho avuto modo di apprezzare ancora di più l'efficacia di questo presidio la cui morfologia così essenziale esalta il sottile contrasto che si sprigiona tra la semplicità dell'impiego e la poliedricità dell'utilizzo. Una consapevolezza clinica che si è miscelata all'esigenza di trasmettere agli altri quanto appreso, spesso con fatica. Un'esigenza che, da docente, comincia a divenire sempre più pregnante. Anche perché spesso i clinici eccellenti sono presi dalla loro voglia di sapere, di fare ricerca sul paziente, di sperimentare il superamento dei loro stessi limiti. E la loro esperienza, a volte, si perde. In passato, per evitare di perdere la memoria storica di eventi epocali mai scritti eppure accaduti, si narravano le storie. È nata così l'idea di riprendere quanto già fatto sulla barra palatale, di arricchirlo con tutti i particolari tecnici e teorici, con tutte le finezze cliniche e scientifiche che ho avuto modo di acquisire e di sperimentare in questi anni. È nata così quella che potremmo definire la storia della barra palatale.

Il mio augurio è che come tutte le storie che si tramandano, anche questa possa essere semplice e chiara.

Semplice da capire, chiara da ricordare. Se poi, alla fine della storia, in qualche lettore si accenderà la fiammella della curiosità, o il gusto di continuare a tramandare, il mio desiderio potrà dirsi esaudito.

Prof. Letizia Perillo
Professore Associato di Ortognatodonzia e Gnatologia
Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria
Direttore Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia
Seconda Università degli Studi di Napoli
Tesoriere Società Italiana di Terapia Non Estrattiva

 

Indice

 

PRESENTAZIONE

PREFAZIONE

INTRODUZIONE

RINGRAZIAMENTI

DESCRIZIONE BARRA PALATALE (BP)

BANDE PER BP

ATTACCHI LINGUALI PER BP

LEGATURA BP

LUNGHEZZA BP

MODELLAZIONE BP

ADATTAMENTO BP

ATTIVAZIONE BP

INDICAZIONI CLINICHE BP

ROTAZIONE MESIO VESTIBOLARE (RMV) O DEROTAZIONE

- Recupero di spazio
- Miglioramento o correzione rapporto molare
- Attivazione
- Entità dell'attivazione

DEROTAZIONE MONO E BILATERALE

DEROTAZIONE BILATERALE PRIMI MOLARI

- Vantaggi

DEROTAZIONE BILATERALE SECONDI MOLARI

- Vantaggi

DEROTAZIONE MONOLATERALE PRIMO MOLARE

DEROTAZIONE MONOLATERALE PRIMO E SECONDO MOLARE

CENNI DI BIOMECCANICA

- Derotazione monolaterale (geometria III)
- Derotazione monolaterale pura (geometria IV)
- Derotazione bilaterale simmetrica (geometria VI)
- Derotazione bilaterale asimmetrica (geometria V)
- Rotazione mesio vestibolare + Rotazione mesio linguale simmetrica (geometria I)
- Rotazione mesio vestibolare + Rotazione mesio linguale asimmetrica (geometria II)

DlSTALIZZAZIONE

MESIALIZZAZIONE

TORQUE

- Torque radicelo vestibolare (TRV)
- Torque radicelo linguale (TRL)
- Entità dell'attivazione

CENNI DI BIOMECCANICA

- Torque radicolo vestibolare bilaterale simmetrico (geometria VI)
- Torque radicolo vestibolare bilaterale asimmetrico (geometria V)
- Torque radicolo vestibolare monolaterale puro (geometria IV)
- Torque radicolo vestibolare monolaterale (geometria III)
- Torque radicelo vestibolare + Torque radicelo linguale asimmetrico (geometria II)
- Torque radicelo vestibolare + Torque radicelo linguale simmetrico (geometria I)

ESTRUSIONE

INTRUSIONE

- Intrusione bilaterale
- Intrusione monolaterale

ESPANSIONE

- Espansione bilaterale
- Espansione monolaterale

CONTRAZIONE

RADDRIZZAMENTO DEI MOLARI INCLINATI

- Bp con ansa centrale mesiale
- Bp con ansa centrale distale

RINFORZO DI ANCORAGGIO

BIBLIOGRAFIA

 

La prima pagina...

 

DESCRIZIONE BP

La Barra Palatale (BP) è una sovrastruttura linguale a sede palatale estesa da molare a molare (Fig. 1).

Tradizionalmente costituita da un filo di acciaio di diametro 0.036" (0.9 mm) che riflette la morfologia del palato, presenta al centro un'ansa ad U mesiale o distale. Alle due estremità il filo si ripiega su se stesso in modo da costituire due loop terminali di dimensioni 0.036" x 0.072" (0.9 mm x 1.8 mm) da inserire negli attacchi linguali per BP puntati sulle bande dei primi o secondi molari superiori.

Ai molari la BP può essere anche saldata per cui si distingue una BP fissa e una BP rimovibile(1). Quella rimovibile, rispetto a quella fissa, offre la possibilità di uno spettro molto più ampio di attivazioni(2).
BANDEPERBP

Le bande per BP devono essere adattate sui primi molari (Fig. 2) e, se sono già erotti, anche sui secondi molari.

Secondo Cetlin(3), le bande devono essere posizionate a 3.5 mm sui primi molari e a 3 mm sui secondi molari (disegno 1).

Le bande possono essere nude o prepuntate. Le bande nude vanno adattate sui molari, e poi rimosse per poter puntare su di esse gli attacchi.

Nell’adattare le bande è necessario marcare il solco linguale con l'estremità appuntita dello spingibande per posizionare correttamente l'attacco.

Sulle bande prepuntate per la tecnica di Cetlin-Greenfield(4,5), invece, è già presente l'attacco per BP. hi questo caso, una volta posizionate le bande sui molari, si procede direttamente alla presa dell'impronta in alginato.

ATTACCHI LINGUALI PER BP

Esistono due tipi di attacchi per BP con offset mesiale (GAG 21-601-20 dx - GAG 21-602-20 dx) e senza offset mesiale (GAG 21-601-19 dx - GAG 21-602-19 sn), entrambi costituiti da un tubo rettangolare con una tacca distale e un gancio gengivale (Fig. 3).