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GU n. 63 del 10/03/2020
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Vol. 20 - Occlusione Vs Oculomotricità: stato dell’arte

GIORGETTI R. - DEODATO F. - MALPASSI C.

Pag. 64 - 132 tabelle e illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-045-2

Quantità

Prezzo di copertina 40,00 €

SCONTO INTERNET -5%

38,00 €

Presentazione
Prefazione
Introduzione
Indice
La prima pagina...

 

Presentazione

 

L'Ortognatodonzia, iniziata in modo pionieristico in Italia negli anni '50, con alcuni Maestri quali i Prof.ri E. Muzi, G. May, O. Hoffer, ha potuto nel tempo svilupparsi: con il primo gruppo di studio Italiano di Ortodonzia (GISO-1967), con la Società Italiana di Ortodonzia (SIDO-1968), con la prima Scuola di specializzazione, (Cagliari 1973) e poi via via le altre ed infine con le cattedre universitarie specifiche, e poi i corsi di perfezionamento ed i master arrivando da pochi pionieri iniziali, ad interessare diverse migliaia di professionisti.

Ho avuto la grande fortuna di conoscere, frequentare ed apprezzare il lavoro clinico e scientifico dei primi Maestri, e di essere presente in tutte le varie fasi di formazione, sviluppo e crescita dell'Ortodonzia italiana.

Dopo aver pubblicato diversi libri e monografie sulla materia, sempre più sentivo l'esigenza di preparare e sviluppare una collana di Ortognatodonzia, che raccogliesse in modo organico e coordinato i vari contributi delle scuole Italiane di Ortodonzia o di singoli cultori della materia; è la prima volta che ciò avviene in Italia ed è rivolta soprattutto ai laureandi, ai neolaureati, agli specializzandi, ai cultori della materia, a chi intende perfezionarsi in questa disciplina.

Ogni opera avrà in genere un carattere monografico di varia estensione a seconda dell'argomento trattato.
Si cercherà di dare molto spazio all'iconografia onde facilitare l'uso anche come testo Atlante e favorirne così l'applicazione pratica professionale.

Il testo, sempre conciso sarà preparato col massimo rigore scientifico e bibliografico, e con una impostazione clinica didattica, logica e valida. Essendo di facile consultazione il fruitore ne potrà trarre il massimo vantaggio.

Voglio ringraziare la Casa Editrice Martina che, con squisita signorilità, felice intuito e lungimiranza, ha intrapreso questa Collana scientifica nell'intento di rendere più agevole e facile l'apprendere di questa disciplina che sempre più diventerà specialistica, pur mantenendo stretti rapporti inter e multidisciplinari, e poter premiare al tempo stesso l'operato delle varie scuole ortodontiche Italiane o di singoli professionisti, che, con la loro ricerca ed applicazione clinica, hanno saputo già ottenere riconoscimenti anche a livello internazionale.

E’ motivo di particolare soddisfazione a 15 anni dall'inizio di questa collana, avere doppiato il giro di boa dei primi venti numeri che hanno visto la partecipazione di numerose scuole Universitarie e di Autori affermati che sono stati i veri artefici del successo editoriale, ottenendo un largo consenso di adesioni e di soddisfazione da parte dei lettori, e recensioni accurate e sempre di valido apprezzamento sulle principali riviste del settore.

Il successo della collana è poi stato completato dalla adesione di quasi tutte le Scuole Universitarie e private Italiane che si sono impegnate a fornire nei prossimi anni il meglio dei risultati nei loro specifici settori di ricerca, come ben si può vedere nell'elenco posto in quarta di copertina, ove compaiono ben 18 nuovi titoli.

Sarà quindi mio compito di dedicare il mio impegno ad elevare ulteriormente il livello di selezione dei singoli argomenti e da parte dell'editore quello di migliorare ancora la grafica e l'estensione, sempre nell'ottica di offrire dei testi pratici, e di facile e chiara applicazione clinica per il fruitore ed al tempo stesso esaustivi sullo specifico argomento trattato.

Agli autori ed alle Scuole quindi il mio ringraziamento più sentito perché sarà possibile offrire in tal modo nell'arco di un ventennio e di circa quaranta monografie una collana completa, organica ed unica nel suo genere, di grande utilità pratica, a testimonianza non solo del livello scientifico e della notorietà Internazionale ormai raggiunta dalla Ortodonzia Italiana, ma di esempio di coesione, collaborazione e sinergia.

Proseguendo nella collana, ho il piacere di ospitare nuovamente la prestigiosa Scuola Ortodontica dell'Università di Siena e di complimentarmi col suo Direttore Prof. Roberto Giorgetti perché ha saputo nell'arco di un solo ventennio creare una scuola di larghe vedute, tanto da poterla definire veramente eclettica.

Non è infatti comune in una scuola europea medica avere e permettere di coesistere la pratica medica occidentale basata su una scrupolosa disamina dei dati e sull'auto analisi con invece il vasto mondo della cosiddetta medicina non convenzionale, che pure ha una storia millenaria.

Questo approccio ha permesso alla scuola di ampliare gli orizzonti della ricerca, con una vera visione olistica sia della medicina che del paziente, con un grande risultato di ottenere una connessione transculturale e multidisciplinare che consente un approccio mentale rigoroso ed al contempo allargato alle problematiche studiate.

Questa azione di simbiosi e sinergia permette ancora di più di comprendere quanto già sostenuto da Ippocrate e la sua scuola che la medicina è veramente una "tecne makrè" l'arte lunga, cioè la vera arte di prendersi cura e non la scienza del guarire.

Sono certo che chi saprà avvicinarsi e studiare questo testo con vera obiettività e mente critica aperta ne trarrà beneficio per il suo approfondimento scientifico e per una migliore applicazione clinico professionale, anche perché gli autori presentano una documentazione che è frutto di decenni di studi e di ricerche in questo specifico settore.

Agli autori ed alla scuola dell'Università di Siena quindi il più vivo ringraziamento per questa fruttuosa collaborazione.

Prof. Damaso Caprioglio
già Direttore Cattedra di Ortognatodonzia e Gnatologia
e dei Corsi di Perfezionamento in Ortodonzia Intercettiva
ed Ortodonzia Pre e Post-Chirurgica
Docente di Etica e Management in Odontoiatria
Università degli Studi di Parma


Prefazione

 

Scorrendo la quarta di copertina, anche il lettore più disattento non può che essere colpito dal lungo elenco delle pubblicazioni pregresse, ma soprattutto dalla serie delle opere in preparazione, dalla intensità degli argomenti, dalla qualità degli Autori.

Ciò a ulteriore conferma della grande intuizione di Damaso Caprioglio nel suggerire all'editore Martina la attuazione della collana in oggetto. Il Prof. Caprioglio ha sempre sostenuto la fondamentale importanza della editoria, e nella SIDO ha sempre operato per uno sviluppo della carta stampata. Di questo, come di molto altro, il mondo tutto della ortodonzia deve grande riconoscenza.

Sono pertanto orgoglioso di essere di nuovo a presentare questa monografia, che precede dello stesso editore un testo-atlante ATM-RMN, che in una visione olistica, vuole portarci a riflettere sulle interconnessioni delle varie funzioni del nostro organismo.

Non è da oggi che la nostra Scuola di Siena si occupa di percorrere campi relativamente inesplorati delle scibile umano, ed ancora una volta debbo sottolineare che tutto questo è stato possibile per la dedizione, l'intuito, il grande senso clinico di Francesco Deodato. A lui ed a Claudio Malpassi, apprezzato specialista in oculistica, appassionato studioso di postura e di oculomotricità, un grazie sentito, anche per rendere la nostra professione di ortodontisti così ampia, profonda e sempre più bella.

Prof. Roberto Giorgetti
Professore Ordinario di Ortognatodonzia e Grafologia
Direttore della scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia e
del Centro "Post graduate" per l'aggiornamento continuo post-laurea
Università degli Studi di Siena


Introduzione

 

Negli ultimi anni, osservazioni effettuate sulle relazioni posturali, hanno consentito che si ponesse sempre più attenzione alle compartecipazioni funzionali tra organi ed apparati.

La possibilità che strutture anatomiche potessero interrelazionarsi funzionalmente a prescindere dalla loro distanza topografica, era ben conosciuta alle medicine orientali da molti millenni, ma la difficoltà relativa al trasferimento di modelli discriminativi ed analitici troppo distanti dai nostri, ha reso incomprensibile (o comprensibile a pochi) i nessi causa- effetto (1).

Diversamente, lo studio di un fenomeno attraverso vie biomeccanico-recettoriali, costituite da muscoli, articolazioni, fasce, recettori, vie nervose e quant'altro, più facilmente si rende comprensibile ed immaginabile al medico occidentale.

Proprio questo è ciò che in questo lavoro richiediamo al lettore, avvicinarsi ad una visione che possa trarre tante informazioni e tante indicazioni da tecniche, approcci e metodologie differenti, senza soffermarsi su quale possa essere migliore e quale possa fornire "verità assolute", considerato che, anni di esperienza ci hanno portato a pensare che pochissime possano essere le verità "assolute" in sistemi funzionali che, proprio per la loro variegata caratterizzazione, risultano estremamente relativi.

Sottolineiamo in questa sede, e più volte ripeteremo nelle pagine che seguono, una nostra profonda convinzione: la relazione funzionale non si attua tra elementi singoli (es. occhio-dente), piuttosto tra sistemi (es. visivo e stomatognatico), con tutti gli elementi che li caratterizzano (si pensi ad esempio alle funzioni linguale, parodontale, articolare, muscolare dell'apparato stomatognatico ed a quella visiva ed oculomotoria di quello visivo) all'interno di un sistema estremamente individuale per adattamento e tollerabilità (2).

Un'immagine che a nostro avviso richiama bene alla mente questo concetto può essere rappresentata da una serie di strutture galleggianti (i sistemi) collegate tra loro da una fune sottile (le vie di conduzione) ed immerse in una bacinella d'acqua (il sistema individuale). Se una perturbazione dello stato di ciascuna può produrre il movimento di quelle più vicine a questa, analogamente una variazione dello stato dell'acqua può provocare modificazioni (pur transitorie) di molte di esse.

Abbiamo strutturato questo piccolo saggio cercando di integrare fonti e conoscenze su aspetti anatomici, funzionali ed energetici e ci auguriamo che, scorrendo nelle pagine che seguono, ciascun lettore trovi quegli spunti di approfondimento necessari alla formulazione di nuove ipotesi diagnostico-terapeutiche, elementi che chiariscano o addirittura producano dubbi e curiosità stimolando alla ricerca ed all'osservazione attraverso quello che rimane il nostro fine principale, condividere le nostre esperienze.

R. Giorgetti - F. Deodato - C. Malpassi

 

 

Indice

 

PRESENTAZIONE

PREFAZIONE

INTRODUZIONE

1. LE RELAZIONI ANATOMICHE

Cenni di anatomia:

Nervi cranici
Ossa
Le suture
Muscoli
L'occhio

 

2. LE RELAZIONI FUNZIONALI

L'occhio

L'apparato stomatognatico

Relazioni tra occlusione, visione e postura.

La via oculocefalogira

 

3. I TEST CLINICI

I riflessi posturali

Test di rotazione del collo

Test della compressa
Test di estensione del collo

Test lento di convergenza oculare

Manovra di convergenza podalica

 

4. IL PUNTO PROSSIMO DI CONVERGENZA - PPC

Misurazione del PPC: stato dell'arte

Metanalisi

Lavori sperimentali e considerazioni

 

5. EVIDENZE CLINICHE

Evidenze cliniche

 

6. CONCLUSIONI

 

7. APPENDICE: LE RELAZIONI ENERGETICHE

La Medicina Cinese

Gli orifizi cefalici

Oculomotricità, masticazione e sangue di fegato

L'occhio, l'occlusione, la postura ed il centro dell'uomo

 

BIBLIOGRAFIA

La prima pagina...

 

CAPITOLO 1

LE RELAZIONI ANATOMICHE

Prima di procedere in osservazioni cliniche e funzionali, riteniamo possa essere d'aiuto al lettore riportare schematicamente i principali rapporti anatomici intercorrenti tra le strutture oggetto d'osservazione.

Un complesso sistema di articolazioni, muscoli, fasce, fibre nervose ecc. garantisce la trasmissione di impulsi e di comandi da parte del SNC (approfondiremo in seguito la relazione recettoriale esistente in ambito posturale). Condizioni che possano in qualche modo portare all'interruzione di questi meccanismi (ad esempio a seguito di variazioni posizionali delle strutture osteo-muscolari che le alloggiano o della trasmissione energetica e recettoriale dell'impulso) possono produrre alterazioni dei meccanismi di conduzione del segnale tanto nella sua entrata verso il SNC (input recettoriale), quanto in uscita da questo (output effettore), e possono talvolta produrre effetti sul flusso vascolare o sulla conduzione nervosa, causando neuropatie e dolori riflessi. Si pensi ad esempio come descritto da Rocabado (3) che a seguito di contrazione della muscolatura cervicale e compressione ed irritazione delle radici cervicali media e bassa (C4-C7) si possono produrre irritazione ed algia nei distretti di mano, braccio e spalla, o ancora come la compressione del nervo cervicale superiore possa provocare dolore riferito della zona craniale e mandibolare: C1-C2 In alcuni casi attraverso relazioni anastomotiche può verificarsi iperestesia dell'area sovraorbitaria per problematiche trigeminali, così come lesioni o alterazioni in sede C3 possono generare dolore all'angolo mandibolare.

Moltissimi possono essere i quadri patologici associati ai distretti di nostra competenza ed interesse; tra le altre ricordiamo le sindromi occipito-sovraorbitarie e la sindrome oculare, che possono derivare da compressione radicolare di queste sedi. Molti fattori possono determinare, stabilizzare o aggravare posture scorrette del cranio. Alcune abitudini viziate o professionali (es. nei telefonisti l'abitudine a tenere la cornetta con spalla e orecchio) associate all'uso di monitor, schermi, banchi scolastici e quant'altro possono costringere il collo a mantenere nel tempo posture sbilanciate, e produrre nel tempo vere contratture spastiche. Possono così risultare di estrema importanza nell'approccio a queste problematiche alcune attenzioni specifiche che correggano questi vizi posturali quali l'uso di un piano inclinato e di un poggiapiedi per consentire il mantenimento di un atteggiamento posturale più corretto. Siamo fermamente convinti che moltissime possano essere le cause ezio-patogenetiche dei disordini cranio-cervicali (4, 5) (alterazioni biomeccaniche, tensioni emotive, disordini alimentari, e tante altre) ma ci preme per ora segnalare come non si possa prescindere dalla stretta considerazione del distretto occipitale nell'esame dei rapporti tra occlusione e la visione per tutto quello che andremo a valutare nelle pagine che seguono (Figg. 1.1, 1.2).

Pensiamo ad esempio a quanto una alterazione della postura cranio-cervicale (es. in caso di iperestensione nei respiratori orali) possa produrre sulla modificazione della posizione oculare considerato che il soggetto tende a mantenere sempre lo sguardo parallelo al suolo per armonizzare la funzione visiva.

Il fulcro occipitale (C0-C1) rappresenta il cingolo sul quale si attuano i movimenti di regolazione cranio cervicale, per questo assume valore di estrema rilevanza nella valutazione delle patologie del distretto cranio-cervico-mandibolare (Fig. 1.3); la sincondrosi sfeno-occipitale corrisponde al trait d'union della struttura occipitale e sfenoidale, tra base dell'occipite e porzione sfenoidale posteriore, lamina cartilaginea che si salda intorno al 15°-20° anno di età (6), creando una relazione diretta tra le due strutture...