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Gli Autori
Presentazione
La Collana
Indice
Prima pagina
 

Vol. 2 - Sindromi Atassiche e Protocollo Riabilitativo

VANNINI M.A. - DI CANDIA A. - FELZANI G.

Pag. 144 - 120 illustrazioni b/n

ISBN 978-88-7572-016-9

FUORI CATALOGO

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25,00 €

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Gli Autori

M.A. Vannini

Specialista in neurologia e libero docente di medicina fisica e Riabilitazione presso l'Università di Bologna.
Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e trattati monografici. Titolare di brevetti su nuove ortesi e di procedure rieducative, validate in USA su finanziamento del governo americano.
Il metodo rieducativo da lei ideato è stato citato nell'annuario: "Progress Reports" - Rehabilitation Research and Development Service, USA. Alla Prof. Vannini è stata attribuita la cittadinanza onoraria americana e le chiavi della città di Memphis. Medaglia d'oro al merito della salute pubblica. Onorificenza consegnata dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi il 7 aprile 2004.

 

Giorgio Felzani

Medico Chirurgo specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, Medicina dello Sport. Dirigente del Reparto di Medicina Fisica e Riabilitazione della Casa di Cura "S. Lucia" di Sulmona gruppo Tosinvest-Sanità.
Docente di "Medicina Fisica e Riabilitazione" nel Corso di Laurea in Fisioterapia dell'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti - Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Docente in "Chinesiterapia II" nel corso di laurea in "Fisioterapia" Università degli Studi de L'Aquila - Facoltà di Medicina e Chirurgia.

 

Andrea Di Candia

Andrea Di Candia si è laureato presso il Politecnico di Milano il 10 aprile 2002. Ha collaborato con il SaFLo (Servizio di Analisi della Funzionalità Locomotorio) presso il Centro di Bioingegneria della Fondazione Don Carlo Gnocchi a Milano nell'ambito della sua tesi dal titolo Progettazione e Realizzazione di un dispositivo di Augmented Reality per il miglioramento della deambulazione nella Malattia di Parkinson. Ha collaborato inoltre con l'Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr di Milano occupandosi in particolar modo di sistemi informativi presso l'Istituto Nazionale Neurologico C. Besta. Dal gennaio 2005 ha ottenuto una borsa di studio finanziata da Tosinvest Sanità nell'ambito del corso di dottorato in Automatica, Robotica e Bioingegneria presso l'università di Pisa. Collabora con la prof.ssa Vannini presso la Fondazione San Raffaele di Ceglie Messapica occupandosi di Analisi Multifattoriale del Movimento.

 

Presentazione

COLLANA DI RIABILITAZIONE E RIEDUCAZIONE NEUROMOTORIA

diretta dalla Prof.ssa Maria Antonella Vannini

 

Volumi pubblicati:

1) CHINESIOLOGIA PROPEDEUTICA ALLA RIABILITAZIONE
2) SINDROMI ATASSICHE E PROTOCOLLO RIABILITATIVO

In preparazione:

3) CHINESITERAPIA NEL TORACE DISMORFICO
4) PROTOCOLLO RIEDUCATIVO DEL PARAPLEGICO
5) MASSAGGIO REFLESSOGENO
6) LA CHIRURGIA RIABILITATIVA
7) PROTOCOLLO DI CURA NEL COMA APALLICO

 

La Collana

Il testo che la Prof.ssa Maria Antonietta Vannini si accinge a diffondere, costituisce una delle più convincenti testimonianze della scientificità della disciplina riabilitativa, a lungo negletta se non disprezzata dalle specialità della medicina di più antica e già consolidata tradizione.

La evoluzione dell'assistenza sanitaria nel nostro paese, e in tutto l'Occidente, ha quasi naturalmente guidato l'attenzione e gli studi della nostra Scienza verso un approfondimento delle indicazioni, a lungo solo ipotetiche, che suggerivano di non dare frettoloso congedo ad un paziente reduce da un processo acuto, ma avviato ad una disabilità ritenuta ineluttabile.

L'aumento della speranza di vita e il desiderio di spingere oltre ogni limite la possibilità di viverla pienamente a dispetto degli anni; la consapevolezza che ciò fosse possibile anche dopo un evento patologico che, in altre stagioni, avrebbe suggerito rinunzia e rassegnazione, tutto ciò ha consentito e sollecitato un grande sviluppo di ricerche e di felici scoperte nel campo della riabilitazione. In questa disciplina la ricerca, anche farmacologica è affiancata da quella relativa ai principi, ai metodi e alle tecniche dei trattamenti riabilitativi nelle loro diverse espressioni, secondo le patologie, l'età del soggetto e lo studio di evoluzione della disabilità, ma anche gli ausili, protesi ed ortesi nelle più avanzate soluzioni tecnologiche, quali la stessa Prof.ssa Vannini è, da anni, brillante iniziatrice e insostenibile interprete.

Anche per il testo che viene oggi licenziato valgono le stesse considerazioni quanto a originalità e preziosità dei risultati scientifici dei quali la scienza riabilitativa, nonostante i progressi, ha ancora grandissimo bisogno.

Il testo è frutto di lunga esperienza ma anche, e forse soprattutto, di una passione vera, di quell'ingrediente, cioè, che rende possibile affrontare e vincere sfide altrimenti improponibili, ciò che, aldilà delle maggiori conoscenze, può dare alla sua lettura e al suo studio, un grande valore aggiuntivo.

Prof. Salvatore Rubino
Direzione Generale Tosinvest Sanità

 

Indice

1. - RIFLESSIONI SUL TEMA

2. - LA MACCHINA DELL'UOMO E LE FORZE CHE LA MUOVONO

3. - ANALISI MULTIFATTORIALE DEL MOVIMENTO NELL'ATASSIA - Ing. Andrea Di Candia

Prima Prova

Seconda Prova

Risultati. Standing

Prove di equilibrio nella paraplegia da sezione completa del midollo

 

4. - IL SISTEMA CEREBELLARE IL NOSTRO PILOTA AUTOMATICO

5. - PATOGENESI DELL'ATASSIA - Dott. Giorgio Felzani

Disturbi circolatori

Processi infiammatori

Processi atrofici degenerativi

Processi espansivi fossa cranica posteriore

Sindromi atassiche da stress

Atassie iatrogene

Elenco dei farmaci individuati con possibile turbamento atossico

6. - IL SEGNO ATASSICO E IL PROTOCOLLO RIABILITATIVO

7. – RIEDUCAZIONE ALLA POSTURA ERETTA E AL CAMMINO

8. - RIEDUCAZIONE ALLA GESTUALITÀ MANUALE

EPILOGO

BIBLIOGRAFIA

 

Prima pagina

CAPITOLO 1

RIFLESSIONI SUL TEMA


La medicina riabilitativa, in questi ultimi anni è stata chiamata ad affrontare le più svariate patologie, dalle sofferenze cardio/respiratorie ai disagi osteo/articolari, alle lesioni neurologiche con conseguente affollamento dei centri riabilitativi di quadri clinici fra loro tanto disomogenei da richiedere all'operatore una serie di competenze di non facile acquisizione.

La vastità dei compiti attribuiti alla nostra disciplina non ha certamente favorito una fisiologica maturazione specialistica della prassi riabilitativa nell'ambito delle singole categorie patologiche.

È accaduto così alla medicina riabilitativa ciò che accade ad ognuno di noi quando è chiamato ad usare uno strumento che non conosce a fondo e finisce col premere a caso i tasti che trova sperando di avere, con un po' di fortuna, un qualche successo.

Da qui la necessità di soffermarci sulle singole categorie patologiche, approfondirne la genesi ed il profilo clinico, recuperare gli studi e le esperienze già esercitate nel settore, per poter poi formulare una ragionata ipotesi di lavoro mirata alla costruzione di un programma di cura speciale per quella speciale patologia.

La sindrome atassica è certamente una categoria speciale ad alto potenziale invalidante, che a tutt'oggi non dispone di un protocollo a lei dedicato.

Al paziente atassico vengono di frequente somministrate procedure riabilitative indicate per altre patologie neurologiche paralizzanti con prevedibile insuccesso.

Le sindromi atassiche infatti non sono sindromi paralitiche e ritrovano la loro patogenesi nel sistema cerebellare, sistema ben distinto nei suoi confini anatomici e nei suoi profili funzionali dal sistema cerebrale.

Il danno non è rappresentato dalla perdita del movimento ma da una imperizia nel controllo del movimento presente.

Dobbiamo quindi riflettere su come il sistema cerebellare perde il suo potenziale d'azione, su come poterlo almeno in parte ricostruire, partendo dalle informazioni culturali e scientifiche contenute nelle esperienze di neurobiologia e di meccanica applicata al corpo umano.

L'uomo infatti per muoversi con abilità in posizione eretta e per esprimere la sua creatività con un perfetto controllo del suo corpo, della sua mano e della sua fluidità verbale, dispone di uno straordinario calcolatore in grado di gestire una mastodontica attività riflessa.

Attività promossa da torrenti di input afferenziali, integrati e selezionati nel cervelletto e da questo utilizzati per esprimere l'output effettore sul controllo del movimento.

In virtù di questo imponente neurosistema che trova al suo centro il cervelletto, l'uomo è in grado di muoversi in equilibrio nello spazio in un sorprendente accordo funzionale fra la sua forza muscolare e la forza gravitazionale in cui è immerso e svolgere con successo le varie operazioni motorie nella giusta direzione ed alla giusta velocità, soddisfando le finalità che hanno promosso l'operazione motoria stessa.

II modello funzionale di questo sistema non sorprende in quanto ripete di fatto il modello funzionale del singolo neurone, della singola unità biologica del sistema nervoso, moltiplicando ed ingigantendo le operazioni di calcolo necessarie al controllo della pluriarticolata macchina locomotoria.

È quindi un modello funzionale vecchio come vecchio è il mondo vivente, già utilizzato dagli antichissimi organismi unicellulari il cui sistema nervoso altro non è che una informe arborescenza. Anche il singolo neurone infatti riceve input, li valuta, li seleziona ed emette output che altro non sono che decisioni della mente neuronica che mai si umilia al ruolo di semplice sistema rice-trasmittente, ma costantemente esercita il suo libero arbitrio attenendosi a precisi codici comportamentali impliciti nella autoregolazione dei flussi eccitatori/inibitori amministrati dal gettito dei mediatori sulla funzionalità del sistema.

Ciò che al contrario sorprende nello studio del cervelletto, è il modo di procedere di questo neurosistema verso la soluzione del problema dell'equilibrio.

Un modo di procedere che implica la perfetta conoscenza delle leggi fisiche che regnano sovrane su ogni elemento, presuppone una innata sapienza che gli consente di controllare, utilizzare, amministrare le varie risorse energetiche e la varietà morfologica dei vari punti di libertà in modo tale da gestire con acrobatica abilità una macchina così complessa come quella del corpo umano.

Anche l'uomo apparentemente meno dotato, nel momento stesso in cui dimostra di sapersi muovere in equilibrio nello spazio, esibisce un patrimonio di conoscenza innata come un dono ereditario della specie a cui l'uomo appartiene.

Partendo dal presupposto che lo scopo esistenziale del sistema cerebellare è l'equilibrio statico-dinamico del corpo a lui affidato, è necessario analizzare il processo attraverso il quale questo sistema raggiunge lo scopo.

Solo partendo da questa analisi infatti è possibile ipotizzare i mezzi terapeutici rivolti a correggere o a compensare eventuali errori comportamentali di questo sistema ed è possibile formalizzare procedure riabilitative razionali...