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GU n. 63 del 10/03/2020
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Vol. 14 - La sindrome della faccia corta

DI BLASIO A. - SESENNA E. - GANDOLFINI M. - ANGHINONI M.L. - CAPRIOGLIO D.

Pag. 152 - 230 illustrazioni a colori

Quantità

Prezzo di copertina 65,00 €

SCONTO INTERNET -5%

61,75 €

PRESENTAZIONE
INDICE
INTRODUZIONE

 


PRESENTAZIONE  


L’ortognatodonzia, iniziata in modo pionieristico in Italia negli anni '50, con alcuni Maestri quali i Prof.ri E. Muzi, G. May, O. Hoffer, ha potuto nel tempo svilupparsi: con un gruppo di studio (GIST), con la Società Italiana di Ortodonzia (SIDO), con le prime scuole di specializzazione, ed infine con le Cattedre Universitarie specifiche, arrivando, da pochi pionieri iniziali, ad interessare diverse migliaia di professionisti. Ho avuto la grande fortuna di conoscere, frequentare ed apprezzare il lavoro clinico e scientifico dei primi Maestri, e di essere presente in tutte le varie fasi di formazione, sviluppo e crescita dell'ortodonzia italiana. Dopo aver pubblicato diversi libri e monografie sulla materia, sempre più sentivo l'esigenza di preparare e sviluppare una Collana di Ortognatodonzia, che raccogliesse in modo organico e coordinato i vari contributi delle Scuole Italiane di Ortodonzia o di singoli cultori della materia; è la prima volta che ciò avviene in Italia ed è rivolta soprattutto ai laureandi, ai neolaureati, agli specializzandi, ai cultori della materia, a chi intende perfezionarsi in questa disciplina. Ogni opera avrà in genere un carattere monografico di varia estensione a seconda dell'argomento trattato. Si cercherà di dare molto spazio all'iconografia onde facilitare l'uso anche come testo Atlante e favorirne così l'applicazione pratica professionale. Il testo, sempre conciso, sarà preparato col massimo rigore scientifico e bibliografico, e con una impostazione clinica didattica, logica e valida. Essendo di facile consultazione il fruitore ne potrà trarre il massimo vantaggio. Voglio ringraziare la Casa Editrice Martina che, con squisita signorilità, felice intuito e lungimiranza, ha intrapreso questa Collana scientifica nell'intento di rendere più agevole e facile l'apprendere di questa disciplina che sempre più diventerà specialistica, pur mantenendo stretti rapporti interdisciplinari, e poter premiare al tempo stesso l'operato delle varie scuole ortodontiche italiane o di singoli professionisti, che, con la loro ricerca ed applicazione clinica, hanno saputo già ottenere riconoscimenti anche a livello internazionale. É motivo di particolare soddisfazione a tre anni dall'inizio di questa collana, avere doppiato il giro di boa dei primi dieci numeri che hanno visto la partecipazione di numerose scuole Universitarie e di Autori affermati che sono stati veri artefici del successo editoriale, ottenendo un largo consenso di adesioni e di soddisfazione da parte dei lettori, e recensioni accurate e sempre di valido apprezzamento sulle principali riviste del settore. Il successo della collana è poi stato completato dalla adesione di tutte le Scuole Universitarie e private Italiane che si sono impegnate a fornire nei prossimi anni il meglio dei risultati nei loro specifici settori di ricerca. Sarà quindi motivo di dedicare il mio impegno ad elevare ulteriormente il livello di selezione dei singoli argomenti e da parte dell'editore quello di migliorare ancora la grafica e l'estensione, sempre nell'ottica di offrire dei testi pratici, e di facile e chiara applicazione clinica per il fruitore ed al tempo stesso esaustivi sullo specifico argomento trattato. Agli autori ed alle Scuole quindi il mio ringraziamento più sentitò perché sarà possibile offirire in tal modo nell'arco di un decennio e di circa trenta monografie una collana completa, organica ed unica nel suo genere, di grande utilità pratica, a testimonianza non solo del livello scientifico e della notorietà Internazionale ormai raggiunta dalla Ortodonzia Italiana, ma di esempio di coesione, collaborazione e sinergia. Sono lieto di presentare questa nuova monografia sulla Sindrome della Faccia Corta, frutto di una ampia e documentata ricerca e casistica clinica a cura delle Scuole di Parma Chirurgica?Ortodontica. Merito di questa importante monografia va dato al Dr. Alberto Di Blasio che con tenacia, pazienza, rigore metodologico ha impostato e seguito ortodonticamente, i casi in fase pre e post?chirurgica ed al Prof. Enrico Sesenna ed alla sua scuola per avere saputo dare la massima collaborazione e disponibilità, permettendo di creare un raro esempio di sinergia e ottimizzazione dei risultati come hanno già potuto apprezzare gli allievi del nostro Corso di Perfezionamento in Ortodonzia Pre e Post Chirurgica. L’augurio quindi è che di questa monografia ne possano fruire chirurghi maxillo?facciali ed Ortognatodontisti per riuscire a loro volta, con un lavoro ancora più intenso di equipe, a raggiungere risultati di eccellenza per qualità, estetica e di stabilità.

 

Prof. Damaso Caprioglio

Direttore Cattedra di Ortognatodonzia e Gnatologia
e dei Corsi di Perfezionamento
in Ortodonzia Intercettiva ed Ortodonzia
Pre e Post-Chirurgica Università degli Studi di Parma

 

 



INDICE  

 

CAP. I
DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE

Difetto mascellare verticale

Difetto mandibolare verticale con morso profondo

Difetto combinato mascellare e mandibolare

Ipotesi etiopatogenetiche

 

CAP. II
BIOMECCANICA DEI COMPENSI OCCLUSALI TIPICI

Compensi tipici in biretrusione (“Classe II divisione 2”)

Compensi tipici in protrusione (“Classe II divisione 1”)

Compensi tipici in inversione (“Classe III morso profondo”)

 

CAP. III
ANAMNESI

Anamnesi e colloquio psico-motivazionale

La qualità delle motivazioni

Legame oggettività/soggettività

Provenienza delle motivazioni

Analisi delle aspettative

Il profilo psicologico globale

 

 

CAP. IV
L’ESAME OBIETTIVO ORALE

L'esame obiettivo orale generale

L'esame obiettivo orale speciale

 

CAP. V
ANALISI CLINICA ESTETICA

Concetti antropometrici generali

Antropometria specifica della faccia corta

 

CAP. VI
GLI ESAMI STRUMENTALI

Il primo momento: la conferma diagnostica

Il secondo momento: le verifiche di fattibilità e decisioni ortodontiche di base

Metodica di S.V.T.O. negli interventi di riposizionamento mascellare inferiore

Metodica di S.V.T.O. negli interventi di avanzamento/rotazione mandibolare in occlusione tripodica

Metodica di S.V.T.O. negli interventi bimascellari di avanzamento/rotazione mandibolare in occlusione tripodica e riposizionamento mascellare inferiore

 

CAP. VII
OBIETTIVI ESTETICI DI TRATTAMENTO E PROGRAMMAZIONE CHIRURGICA

 

CAP. VIII
GLI OBIETTIVI DI PREPARAZIONE ORTODONTICA NELLA SINDROME DELLA FACCIA CORTA

 

CAP. IX LE SEQUENZE TIPICHE DI PREPARAZIONE

 

CAP. X RECIDIVA E STABILITÀ

 

CASI CLINICI

 


INTRODUZIONE  


Ogni deformità dento-facciale rappresenta una sfida complessa e culturalmente affascinante, la sua correzione necessita infatti di grande sensibilità estetica e abilità clinica da parte di tutti i membri dell'équipe terapeutica. Alcune tipologie di deformità sono tuttavia oggettivamente più complesse di altre. Quelle a sviluppo prevalentemente sagittale, pur essendo problematiche affatto banali, presentano una serie di compensi dentali tipici piuttosto costante e non sono accompagnate spesso da alterazioni importanti della funzione labiolinguale. Quelle a sviluppo prevalentemente verticale presentano invece un livello di complessità ben maggiore compromettendo profondamente l'equilibrio neuromuscolare del soggetto. La sindrome della faccia corta e quella della faccia lunga infatti, compromettendo l'equilibrio facciale nella dimensione verticale, provocando almeno due tipi di conseguenze:

  • Una rotazione mandibolare (anteriore nella faccia corta e posteriore nella faccia lunga) con conseguenti problemi scheletrici sagittali relativi.
  • Una variazione nella lunghezza del percorso di chiusura labiale (riduzione nella faccia corta ed aumento faccia lunga) con conseguenti problemi neuromuscolari secondari (ipercontrollo labiale sulla dentatura nella faccia corta, o incompetenza labíale nella faccia lunga)
  • Nella sindrome della faccia lunga l'eccessiva altezza faccíale crea una situazione di incompetenza nella quale viene perduto il tono muscolare e la capacità di contenzione labiale rispetto alla dentatura incisiva superiore: ne consegue generalmente una prevalenza relativa delle spinte linguali ed un avanzamento degli incisivi.

Nella sindrome della faccia corta accade invece l'esatto contrario: la muscolatura labiale risulta in una situazione di eccessivo controllo sulla dentatura. Tuttavia, come avremo modo di analizzare in dettaglio nel Cap. II, questa situazione di ipercontrollo non sempre si manifesta sotto forma di compensi dentali tra loro uguali. Per meglio analizzare questi aspetti del problema può essere utile tenere presenti alcune considerazioni:

1. la sindrome della faccia corta si manifesta sotto forma di alterazioni estetiche tipiche (esiste cioè una “Facies tipica”, vedi capitolo sull'antropornetria), per esempio:

• terzo inferiore corto in relativo ed in assoluto

• piano mandibolare tendente all'orizzontale

• zona angolare evidente e marcata

• predominanza dei diametri traversi sui verticali con viso quadrato (indice facciale alterato) accentuato da zone masseterine ben disegnate (elevata biting force)

• macrostomia relativa

• solco labiomentoniero profondo

• pliche alle commessure labiali (aspetto sirnil?edentulo)

• proiezione in avanti del punto rosso del labbro superiore

• chiusura dell'angolo nasolabiale

• ecc.

2. queste alterazioni estetiche tipiche corrispondono ad alcune alterazioni scheletriche (e quindi cefalometriche) tipiche nelle loro linee generali

1. riduzione dell'altezza facciale anteriore

2. parallelismo a tra i piani orizzontali

3. tendenza alla rotazione anteriore della mandibola

3. la sindrome della faccia corta tuttavia può essere sostenuta da almeno tre quadri scheletrici diversi evidenti ad un'analisi cefalometrica più approfondita:

1. difetto mandibolare verticale

2. difetto mascellare verticale

3. difetto verticale misto mandibolare e mascellare

4. All'intemo di ognuna di queste tre forme scheletriche possono presentarsi alcune varianti ortodontiche dovute alla diversa direzione assunta dai compensi dentali:

1. varianti assestate in biretrusione ("classe II divisione 2")

2. varianti assestate in protrusione incisiva superiore (“classe II divisione 1”)

3. varianti assestate in apparente normocclusione o in inversione ("classe I e classe III)

5. Infine, ad evitare possibili fonti di confusione, ricordiamo che alcune delle varianti ortodontiche prima citate possono comparire in soggetti dotati di altezza facciale del tutto normale. Per esempio una classe 2 divisione 2 si può ritrovare sia in soggetti a faccia corta che con altezza facciale del tutto normale (che ovviamente necessiteranno di una terapia del tutto diversa).

Ci troviamo quindi di fronte ad una dísmorlosi che si manifesta con: una faccia tipica sostenuta da problemi scheletrici diversi accompagnato di un'ancor più ampia varietà di assestamenti occlusali.

 

É chiaro che per correggere al meglio tutti i problerni del paziente la diagnosi e l'impostazione del piano di cura dovranno essere formulati in modo molto attento.

La correzione combinata ortodontico?chirurgica è peraltro in questi casi una scelta alquanto opportuna, infatti un trattamento soltanto ortodontico presenta notevoli controindicazioni:

• Necessita un trattamento molto lungo e complesso

• Aprire il morso per intrusione incisiva è difficile a causa della vicinanza delle basi ossee (inoltre l'aspetto facciale non migliora).

• Aprire il morso per estrusione molare/premolare può migliorare l'estetica facciale, ma si va molto spesso incontro a recidiva (elevata biting force)

• Anche in caso di successo la correzione ortodontica è poco soddisfacente in termini di stabilità

• Anche in caso di successo ortodontico, l'estetica facciale non si modifica in senso positivo poiché non si modifica in modo stabile l'altezza facciale

• L’estetica facciale può addirittura peggiorare nei casi estrattivi.