Logo Centro Corsi Martina
Home page

ECM

EDIZIONI MARTINA S.R.L.
40126 Bologna - Via delle Belle Arti 17/E - Tel. 051.6241343 - Fax 051.545.514 - info@edizionimartina.com


Il carrello Ŕ vuoto
Autore Titolo Indice

 

Sei il visitatore numero

 




Presentazione - dr. Giuseppe ZANOTTO
Presentazione - prof. dott. Stelvio BECCHETTI
Presentazione - dott. Giuseppe CARANNANTE
Premessa
Introduzione
Prefazione
Indice
Prima pagina
 

PREVENIRE LE DEFORMIT└ VERTEBRALI - ESERCIZI DI FISIOTERAPIA

CERULLO A.

Pag. 572 - illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-096-4

FUORI CATALOGO

Prezzo scontato

70,00 €

Quantità


Presentazione - dr. Giuseppe ZANOTTO

È per me motivo di grande gioia e soddisfazione presentare questo volume del dott. A. CERULLO, studioso di notevoli capacità rivolte alla ricerca di nuove problematiche delle attività motorie applicate in campo terapeutico.

Con questa opera, Egli esprime non solo l’impegno nella ricerca scientifica, quale atto d’amore verso chi ha bisogno, ma realizza un notevole contributo, per le significative risposte nuove, a quella intensa sensibilizzazione che in molti andiamo conducendo per valorizzare la cinesiterapia nella sua più vera accezione.

Il lavoro, perciò, frutto di approfondite ricerche, di esperienze e verifiche tecnico-applicative sul corsetto Chêneau, è concepito e realizzato in una realistica visione aderente alle contingenti esigenze
della società moderna.

Dopo i doverosi cenni storici sul Centro dove l’Autore opera, la trattazione spazia dalle nuove modifiche apportate al corsetto (Chêneau 2000) alla opportuna cinesiterapia, fino alla ricerca e sperimentazione
di nuovi movimenti correttivi.

Con l’augurio di un pieno successo alla divulgazione del libro, sicuro del reale contributo che apporta al lavoro di tutti quegli operatori che si interessano vivamente alla cinesiterapia nell’interesse della collettività, che con fiduciosa speranza chiede la nostra opera, rinnovo all’Autore il voto più fervido di un’accoglienza unanime di consensi.

GIUSEPPE ZANOTTO
Docente di ginnastica correttiva dell’I.S.E.F. di Torino
Socio benemerito del Gruppo della Scoliosi
e delle patologie vertebrali

 

Presentazione - prof. dott. Stelvio BECCHETTI

ISTITUTO GIANNINA GASLINI - Per la cura, difesa ed assistenza dell’infanzia e della fanciullezza

Il Dott. Aniello Cerullo ha voluto inviarmi, prima della stampa, questa sua monografia per la presentazione ed un giudizio; invio accompagnato da un’unica sua richiesta, quella di ottenere un parere sincero, anche a rischio di averne uno negativo.

Ne ho letto con attenzione il corposo contenuto.

La mia formazione culturale, conseguente ad una vita trascorsa in un grande Istituto pediatrico, il Gaslini, mi ha permesso di percepire subito il profondo rispetto che il Dr. Cerullo riserva al bambino e all’adolescente, costretti a portare il fardello della deformità, ed alle loro famiglie.

La mia formazione tecnico-scientifica sull’argomento mi ha poi portato ad individuare la grande dedizione ed il rigore metodologico che il Collega esprime nel procedere all’interno dell’affascinante e coinvolgente
mondo della scoliosi.

Non si tratta quindi di un semplice insieme di ricette rieducative o solo di un libro di “istruzioni per l’uso” dell’ortopedia delle deformità vertebrali; si tratta, a mio giudizio, di una vera risorsa formativa nel settore preventivo-rieducativo di scoliosi e soggetto scoliotico; e secondo me lo è perché, nonostante la dichiarata e peraltro condivisibile dedizione alla metodica Chêneau, i contenuti sono estensibili alla rieducazione della scoliosi in generale.

La mia estrazione chirurgica non mi dona competenze utili ad un giudizio sugli esercizi, vera tattica delle procedure terapeutiche, riportati nel testo; ma comunque non mi impedisce di apprezzare la precisione con cui tali procedure vengono illustrate.

Ma, nell’ambito delle strategie terapeutiche della scoliosi, come si può collocare questo manoscritto che premette e dichiara la giusta coscienza della limitatezza del trattamento incruento, soprattutto di quello motorio? È un mio parere personale, tuttavia le sfide che la scoliosi lancia attraverso la sua evoluzione si possono raccogliere soltanto sul terreno della coesione tra tutte le risorse terapeutiche, da quelle ritenute meno efficaci a quelle dimostrate più efficaci; la lotta va combattuta soprattutto sul campo della prevenzione: prevenzione dell’evoluzione.

È infatti ben noto che la cura della scoliosi va intesa solo come insieme di procedure d’intervento finalizzate a frenarne l’evoluzione e, quindi, come azione contrastante la sua storia naturale. È un errore individuarla nella sola attività motoria o nel solo corsetto, ma anche nella sola chirurgia; come è un errore negare alla chirurgia un aspetto preventivo. È un errore, infine, giudicare un risultato di un qualsiasi intervento terapeutico soltanto sulla situazione attuale, senza rapportarlo all’ipotetica situazione che, in quel momento, competerebbe alla curva se non fosse stata trattata; in altri termini ogni valutazione va commisurata alla storia naturale di quella scoliosi, così come possibile ipotizzare attraverso le numerose procedure prognostiche.

Operare nella prevenzione è un dovere per tutti, chirurghi vertebrali e non chirurghi; la scelta della tipologia di trattamento deve essere modulata sul soggetto scoliotico, non sulle caratteristiche della sola curva o del solo soggetto. Quella particolare curva in quel particolare soggetto, in quel particolare momento della sua crescita richiederà quella particolare comunione di risorse terapeutiche e di competenze professionali.

Ebbene, a mio parere, la rieducazione è un’importante risorsa di prevenzione, purché utilizzata nei precisi limiti d’indicazione riconosciuti e sapientemente associata ad altre risorse ortopediche. Sotto quest’aspetto, il messaggio dell’Autore è molto chiaro.

È nell’ambito della prevenzione che questo libro si colloca e, quindi, date le ben note connotazioni di prevenzione insite nel termine “ortopedia” la monografia di Cerullo può essere di diritto accolta dalla disciplina ortopedica.

Prof. Dott. STELVIO BECCHETTI
Professore a contratto di Tecnica Operatoria
presso la Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Genova
Direttore Unità Operativa Complessa di ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Istituto Giannina Gaslini
Largo G. Gaslini, n. 5 - 16147 GENOVA - QUARTO - Tel. 010 56 361

 

Presentazione - dott. Giuseppe CARANNANTE

AZIENDA OSPEDALIERA
di rilievo nazionale e di alta specializzazione
C.T.O. - C.R.F. - M. ADELAIDE

C.T.O.
UNITÀ OPERATIVA STRUTTURA COMPLESSA
CHIRURGIA VERTEBRALE

Presso la Divisione di Chirurgia Vertebrale dell’azienda Ospedaliera C.T.O. - C.R.F. - MARIA ADELAIDE viene effettuato il trattamento chirurgico della deformità scoliotica del rachide. Il numero delle deformità trattate risulta essere decrescente per quanto riguarda le scoliosi idiopatiche che vengono precocemente diagnosticate e sottoposte ad un adeguato trattamento ortopedico.

Ciò sta a dimostrare che una idonea prevenzione in tale settore può limitare in maniera significativa l’indicazione chirurgica ad un tipo di intervento così impegnativo per l’organismo del paziente in età evolutiva.

Il testo del collega Aniello Cerullo è frutto di un intenso ed appassionato lavoro, svolto presso il reparto Cura Deformità del Rachide (Centro di riferimento regionale per il Piemonte) dell’antico Istituto Chirurgico Ortopedico “Regina Maria Adelaide” di Torino, proprio nell’ambito della prevenzione e del trattamento conservativo della scoliosi.

Dott. GIUSEPPE CARANNANTE
Direttore Unità Operativa Struttura Complessa di Chirurgia Vertebrale
C.T.O. - C.R.F. - M. ADELAIDE
Via Zuretti, 29 - 10126 Torino

 

Premessa

PREMESSE DI ANATOMIA
ANATOMIA E SCOLIOSI
NOMENCLATURA ANATOMICA
Prof.ssa dott.ssa MARIA ROSA AMEDEO
DOCENTE DI ANATOMIA UMANA NORMALE
FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA - UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO

È obiettivo di questo libro presentare l’approccio dello specialista ortopedico al duplice problema della continuità delle cure e della collaborazione con il fisioterapista, i genitori e principalmente con il paziente affetto da scoliosi.
L’approccio è fondamentalmente pratico.

Il presupposto teorico è il trattamento della patologia nell’età evolutiva per prevenire i disastrosi effetti della scoliosi nel corso degli anni.

Già nell’800, in Europa (Losanna, Montpellier, Parigi, Lione, Birmingham) e in Italia (Torino, Milano, Bologna, Firenze), con l’entrata in funzione degli ISTITUTI ORTOPEDICI sono state poste le basi per il trattamento razionale e l’assistenza ai bambini affetti da deformità vertebrali.

La ricerca ha fatto notevoli passi avanti nel campo dell’etiopatogenesi permettendo di identificare nel vasto capitolo delle scoliosi alcune cause: neuromotorie, biomeccaniche, organiche e psichiche.

Grazie al contributo di alcune scuole ortopediche, la terapia delle “alterazioni patologiche costituenti la scoliosi” permette il recupero e la completa riabilitazione del “paziente affetto da scoliosi”.

Torino ha contribuito a indicare la giusta via negli anni d’oro della Medicina Piemontese.

Il barone dott. ALBERTO GAMBA, nato a Torino, fu docente di anatomia alla REALE ACCADEMIA
ALBERTINA di Torino e pubblicò il manuale di anatomia descrittiva: “Lezioni di anatomo-fisiologia applicata alle belle arti”.

Il dott. A. GAMBA ricoprì le seguenti cariche:

direttore sanitario dal 1888 al 1901 della prima Scuola-Asilo per rachitici fondata nel 1872.

presidente dell’Istituto per Rachitici trasformato successivamente nell’attuale ISTITUTO CHIRURGICO ORTOPEDICO “REGINA MARIA ADELAIDE” di Torino.

primo presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia: 1892.

L’ultimo Direttore Sanitario dell’Istituto è stato il Prof. Camillo Andrea LIEVRE, l’ultimo primario della Divisione Cura Deformità del Rachide il Prof. Pietro Antonio RASTEL BOGIN. Entrambi hanno frequentato l’ISTITUTO DI ANATOMIA UMANA NORMALE di Torino.

Il prof. Ferdinando VIGLIANI (nato a San Damiano d’Asti il 26-11-1922 e deceduto a Torino il 7-5-2007) è il miglior rappresentante dello stretto rapporto tra Anatomia e Ortopedia; infatti conseguì la prima Libera Docenza in Anatomia Umana Normale a Torino, la seconda Libera Docenza in Ortopedia a Bari e quindi ottenne la direzione della Clinica Ortopedica presso la prestigiosa Università di Padova, ove diede impulso allo studio della Patologia e Chirurgia del Rachide consigliando alle giovani leve della Chirurgia Vertebrale di operare in Clinica “solo dopo aver misurato le loro forze in quelle palestre che ai miei tempi erano le sale settorie”. (Daniele A. Fabris)

La scoliosi è patologia difficile, identificata da molti, ma trattata da pochi, ossia da chi ha sviluppato quelle competenze che derivano da buoni maestri e da una grande esperienza.

Le premesse mediche sono quelle classiche impiegate di fronte ad ogni patologia: essere meno invasivi possibile (il trattamento conservativo nelle scoliosi con valori angolari non elevati e nei soggetti ancora in accrescimento deve essere prescritto ed eseguito con scrupolo, costanza, continuità e competenza).

Quando si parla di trattamento rieducativo della scoliosi, non si possono ignorare i cosiddetti metodi, vale a dire gli approcci olistici e globali, caratterizzati dall’applicazione sui pazienti in modo sistemico, spesso con il marchio dell’esclusività, di tecniche terapeutiche derivate da un sistema chiuso codificato sovente da un singolo autore.

L’approccio terapeutico proposto nel libro, basato tanto sulla ricerca scientifica più aggiornata quanto sulla lunga esperienza medica suffragata da una numerosa casistica di pazienti trattati dal dott. Aniello Cerullo, insiste sulla necessità di continuare a casa le cure iniziate nell’antico ISTITUTO “REGINA MARIA ADELAIDE” di Torino con l’aiuto dei genitori e in collaborazione con fisioterapisti esperti del metodo che prevede lo sfruttamento di ogni possibilità correttiva di ciascuna zona del corsetto associando specifica attività muscolare.

Spesso la scoliosi viene diagnosticata in ritardo e diventa difficile trattarla in modo conservativo.

Ebbene a Torino, grazie all’encomiabile attività dell’ISTITUTO di MEDICINA DELLO SPORT, il trattamento
ortopedico è facilitato dalla diagnosi precoce delle scoliosi evidenziate nelle accurate visite eseguite agli alunni in ogni anno scolastico.

In altre città lo screening solitamente è delegato al pediatra durante la visita di routine nelle scuole.

Trattare un ragazzo in età scolare (un adolescente con tutte le sue difficoltà), cercando di non vietargli quasi nulla e contemporaneamente inducendolo a sopportare tutti i sacrifici richiesti dalla terapia incruenta e a fare di tutto e di più, richiede il massimo impegno scientifico ed umano del medico e il dispiegamento di risorse economiche e tecniche della società.

A Torino l’informatica e la robotica permettono attraverso l’uso di specifici programmi CAD-CAM la costruzione di corsetti rispettosi delle proporzioni e dei volumi del corpo umano senza alcuna costrizione né toracica né addominale.

Gli studi anatomici anche con le moderne tecniche di IMAGING permettono la creazione di modelli tridimensionali che guidano le prescrizioni dell’ortopedico.

Lo studio dell’Anatomia Chirurgica ha permesso l’accesso alla colonna vertebrale sia per via posteriore sia per via anteriore contribuendo alla soluzione di difficili problemi per correggere e stabilizzare le scoliosi più gravi; molti chirurghi della colonna vertebrale hanno frequentato l’ISTITUTO DI ANATOMIA UMANA NORMALE.

Concludo con una breve annotazione per me essenziale: il successo terapeutico che traspare da questo trattato è dovuto alla professionalità, alla dedizione e all’esperienza ma soprattutto alla grande sensibilità che il dott. A. Cerullo manifesta.

È difficile trattare il paziente scoliotico: il trattamento deve essere specifico per ogni singolo paziente ed è diverso per ogni corsetto usato.

Il dottor A. GAMBA (1822 - 1901) per primo cercò di personalizzare gli esercizi di ginnastica, prescrivendo che gli allievi svolgessero programmi di rieducazione in proporzione alle loro forze presso la palestra dell’Istituto.

È necessario risolvere il problema organico dell’adolescente imprigionato nel corsetto ma bisogna anche tenere in gran conto l’impatto psichico che può provocare un’immagine negativa del corpo tale da ostacolare lo sviluppo della personalità in età adulta.

Pertanto nell’antico Istituto Chirurgico Ortopedico “Regina Maria Adelaide” di Torino è in funzione un moderno SERVIZIO DI PSICOLOGIA.

N.B. La nomenclatura anatomica è stata corretta ove strettamente necessario, tenendo conto anche dello scopo divulgativo del libro, destinato ad un pubblico più vasto possibile: dai giovani pazienti ai genitori e ai fisioterapisti.

Prof. MARIA ROSA AMEDEO
Docente di Anatomia Umana
Università degli Studi di Torino
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale
Corso Massimo d’Azeglio, 52
10126 Torino

 

Introduzione

Durante le visite di controllo per i pazienti affetti da scoliosi in trattamento con il corsetto di Chêneau per l’avvicinarsi dell’estate ho concordato con i genitori la riduzione dell’uso del corsetto da 23 a 18 ore durante il soggiorno marino chiedendo l’impegno dei genitori a far eseguire un’ora di fisiochinesiterapia con il corsetto tutti i giorni anche durante le vacanze.

Ho quindi consigliato 12 facili esercizi da effettuare alla presenza di un genitore e inizialmente del fisioterapista a cui ho chiesto di spiegare ciascun esercizio e preparare schizzi iconografici affinché alla descrizione si aggiunga l’immediatezza della figura sia per esprimere didatticamente le modalità dell’esercizio sia per evitare errori nella sua esecuzione.

Sono insorti i soliti problemi riassumibili nelle seguenti espressioni:

È la chinesiterapia che corregge le curve mentre il corsetto serve solo a mantenere la correzione.

Il corsetto è l’unico mezzo valido per ottenere la correzione della scoliosi.

Ginnastica nel busto? Non ha senso: se la curva peggiora c’è l’intervento.

Ma accanto a queste risposte deludenti e pericolose per la disinformazione totale trasmessa ai pazienti, ho avuto il consenso di molti fisioterapisti e colleghi che hanno completato e rielaborato gli esercizi aggiungendone altri (nel testo sono riportate sia la prima sia la seconda stesura del compito da fare a casa).

È necessario ribadire che l’efficacia del trattamento ortopedico incruento con busti gessati e corsetti ortopedici è stata confermata in maniera definitiva nel 1995 da ALF L. NACHEMSON e da altri studiosi di fama mondiale in una ricerca multicentrica, randomizzata, prospettica e con gruppi di controllo per conto della SCOLIOSIS RESEARCH SOCIETY che per prima ha applicato il sistema E.B.M. della medicina basata sull’evidenza (E.B.M. = Evidence Based Medicine).

È necessario ribadire l’importanza della fisioterapia con il corsetto come è stato affermato da W.P. BLOUNT e J.H. MOE con le seguenti parole mai smentite: “...è vero che i buoni risultati si possono ottenere anche con un razionale uso del corsetto senza alcuna fisioterapia; tuttavia il miglioramento di solito è minore e viene ottenuto più lentamente di quanto non avvenga con l’aggiunta di esercizi relativamente semplici”.

Gli esercizi devono essere ripetuti a domicilio tutti i giorni in cui non si frequenta la palestra.

Sono stati aggiunti alcuni schemi terapeutici comunemente consigliati al solo scopo di invitare il lettore a considerare accanto all’ars medica anche l’ars gymnastica, che, grazie agli studi di anatomia e fisiologia dell’apparato locomotore, contribuisce “sia a conservare la buona salute sia ad acquisire prima e conservare poi un ottimo aspetto del corpo” secondo le parole di GIROLAMO MERCURIALE (nato a Forlì nel 1530 e morto nel 1606) autore dell’opera “De Arte Gymnastica”.

Il libro contiene qualche neologismo anche se le idee di base sono antiche. Per esempio, talvolta è stata usata la parola disassiamento che non si trova nei vocabolari:


asse (latino axis asse): linea attorno alla quale ruota un corpo. Linea attorno alla quale sono distribuite determinate parti del corpo.

NOMINA ANATOMICA seconda vertebra cervicale o epistrofeo.

dis (greco dys): prefisso che nei termini del linguaggio medico esprime il significato di funzionamento
difettoso, anomalia, alterazione; l’opposto di eu.

assiale: relativo all’asse di una struttura o di una parte per quanto riguarda la direzione, la disposizione. In odontoiatria, relativo all’asse maggiore di un elemento dentario.

assialità: in una struttura architettonica, il rapporto di corrispondenza esistente tra i vari assi che la compongono.

L’autore, nel ringraziare per le critiche ed incoraggiamenti, si impegna a far conoscere nuovi schemi correttivi purché gli esercizi siano ben documentati.

Sarò profondamente riconoscente a chiunque desidererà, dopo la lettura di questo libro, aiutarmi nella ricerca di miglioramento del trattamento ortopedico conservativo della scoliosi idiopatica dell’adolescenza.

Scorre il quarantacinquesimo anno dai primi studi di Medicina (anno accademico 1959 - 1960).

L’esperienza suggerisce che per avere buoni risultati in Ortopedia sono ugualmente necessari:

la prevenzione e la diagnosi precoce

il trattamento cruento e incruento

la rieducazione

Il libro, che indica alcuni esempi di fisiochinesiterapia con il corsetto per il trattamento della scoliosi, del dorso curvo e della spondilolistesi, invita gli studiosi di chinesiologia a sfruttare tutte le possibilità offerte dal

corsetto Maria Adelaide (M.A.)

corsetto di Jacques Chêneau nel modello 2000 - C.A.D-C.A.M. per

scoliosi a 4 curve - scoliosi lombare pura sinistro convessa

scoliosi a 3 curve - scoliosi lombare pura destro convessa

Gli esercizi devono essere personalizzati tenendo in debito conto le indicazioni mediche e gli esempi riportati nel rispetto della libertà professionale del fisioterapista e delle “capacità fisiche e psicologiche” del paziente:
ecco il perché di alcune pagine bianche da preparare specificatamente per il singolo paziente al fine di proporre interventi mirati a correggere le singole alterazioni seguendo la guida delle zone del corsetto costruito con programma C.A.D.-C.A.M.

L’esercizio fisico proposto deve essere studiato ed eseguito nel rispetto delle limitazioni e amplificazioni permesse dalla forma della parete del corsetto: “Le correzioni segmentarie di movimenti asimmetrici sono necessari in alcuni precisi momenti del trattamento ortopedico” (Philippe Souchard - Marc Ollier Le scoliosi UTET - TORINO - 2002)

Almeno in questa fase del trattamento non c’è posto per i metodi olistici e globali.

La reciprocità dell’influenza dei movimenti correttivi sulla progettazione delle zone del corsetto e della forma delle zone sull’ideazione dei movimenti correttivi è un capitolo da sviluppare.

Dott. ANIELLO CERULLO

 

Prefazione

Nel 1986, dopo alcuni anni di progresso e studio con il Professor MATTHIASS a Münster, sono stato costretto a fuggire dall’immobilismo francese.

Infatti, successivamente, nel 1990 al congresso di Berlino, DJEDDOU sosteneva ancora (cito testualmente): “Non si ottiene nulla di più: ciò che si guadagna nel miglioramento dell’angolo di COBB, si perde nel peggioramento del dorso cavo”.

Qualche tempo prima nel 1981 a Tubinga sentivo mormorare dalla platea dei miei ascoltatori la parola “rivoluzionario”. In effetti è stato proprio a Tubinga, con il Professor NEFF e il Signor SCHAAL che si ottenevano i migliori risultati.

Nei primi anni ’90, poco prima della collaborazione con RIGO a Barcellona, le ricerche per il miglioramento del corsetto sono state eseguite a Torino con la collaborazione dell’eccellente officina MARIA ADELAIDE, animata dai Signori BONDENTE e ARIAGNO.

A Torino ho conosciuto il Dottor CERULLO, la Sua straordinaria volontà e il Suo continuo lavoro per conoscere, organizzare e realizzare il trattamento per un corpo sano e di forma regolare contro l’estrema complessità della scoliosi.

La scoliosi, diagnosticata per mezzo dell’esame radiografico, è caratterizzata dalla sinuosità del rachide e da due altre componenti e cioè rotazione e lordosi toracica (dorso cavo).

Clinicamente il tronco è deformato sia dalle gibbosità e salienze delle vertebre apicali sia dagli infossamenti e appiattimenti delle zone concave retratte.

Ho numerato 54 zone convesse e concave.

I tessuti, deformandosi, si inseriscono sullo scheletro, sul bacino ad esempio, e in parte si riflettono per inserirsi su altre zone che sono a loro volta deformate.

Pelle, muscoli, tendini, legamenti, pleura, polmoni si modellano su queste gibbosità e presentano fenomeni di retrazioni e contrazioni a livello delle zone concave. Dopo la correzione delle curve è
importante che le zone concave retratte possano espandersi, gradatamente, negli appositi spazi già previsti e programmati nell’ideazione del corsetto.

L’ortesi rende ancora più complessa la situazione come il Dottor CERULLO evidenzia in tutto il Suo libro.

La spinta correttiva sulla gibbosità riduce quest’ultima: è l’obiettivo che ci siamo prefissati, ma la migrazione dei tessuti provoca deformazioni secondarie.

Per esempio: sottoposta alla spinta del corsetto, la porzione alta del torace si eleva di una decina di centimetri.

Il secondo esempio riguarda il bending: l’inclinazione della porzione alta del torace nella direzione contraria alla curva dorsale DX che in tal modo si riduce. Quindi il paziente si raddrizza in senso inverso al bending e ristabilisce il centro di gravità.

Qualunque sia la tecnica preferita, o quella del calco gessato o quella del calco informatico, occorre prevedere prima della costruzione la sede ove si verificheranno i cambiamenti di forma durante l’uso del corsetto. Più in generale, ogni miglioramento realizzato nel corso del tempo comporta alcuni effetti secondari.

All’inizio eseguivamo le correzioni durante il collaudo, ma in seguito abbiamo deciso di anticipare e cioè di prevedere i cambiamenti nella lavorazione manuale del calco gessato o nella programmazione del calco informatico.

Ancora un esempio: la regione toracica deve ricevere una spinta correttiva a 45° rispetto al piano anteroposteriore.

All’inizio programmavo l’angolazione della spinta a 45°, ma verso il 1999 ho notato che, con il corsetto indossato, la spinta in effetti esercitata sul tronco risultava essere di 70° e cioè non solo diversa da quella programmata, ma anche inefficace e pericolosa per il rischio di aggravare il dorso cavo. Il fatto si spiega considerando che la derotazione era allora diventata più efficace grazie ai progressi costanti ottenuti nella costruzione del corsetto: in media, la derotazione migliora di 25°.

Allora ho orientato la spinta correttiva dorsale DX soltanto di 20° sia sul calco gessato sia sul calco informatico ottenendo a livello dorsale DX la direzione desiderata di 45% (20°+25%):

20° di obliquità rispetto al piano di simmetria antero-posteriore

25° di derotazione dovuta ai progressi nella costruzione del corsetto.

I risultati, che nel 1970 erano già buoni con correzione al 50% dell’angolo di COBB (a volte al 75%o addirittura al 100%), raggiungono attualmente la correzione del:

58,3% dell’angolo di COBB,

48% per la statica costale

49% per la derotazione,

61,14% per la cuneizzazione dei corpi vertebrali.

Ancora un esempio: nel passato riuscivamo ad ottenere l’ipercorrezione dell’angolo di COBB (obiettivo maggiore: inversione della curva scoliotica) solo nei bambini: l’effetto-morsa ossia la riduzione dei diametri trasversi era il prezzo da pagare per il successo.

Dal 2000, con la soppressione dell’emiscocca pelvica, si ottiene spesso l’ipercorrezione anche a 15 anni e anche nelle scoliosi molto rigide: la morfologia del tronco resta o ridiventa normale.

Il dorso cavo non esiste più.

Il corsetto di Chêneau è reso attivo da:

la crescita del paziente affetto da scoliosi

i movimenti imposti dall’attività della vita quotidiana

la respirazione

la traslazione e la derotazione imposte dalla geometrica corrispondenza tra le spinte correttive delle pelotte e le vaste camere di espansione

l’effetto anti-gravitario

La rieducazione eseguita con il corsetto amplifica le possibilità correttive del metodo ABBOTTCHÊNEAU, specialmente per quanto riguarda la respirazione, la traslazione, la rotazione e l’effetto antigravitario.

La respirazione, in un corsetto Chêneau ben costruito, è mirata e cioè in un paziente affetto da scoliosi senza alcun trattamento l’inspirazione avviene principalmente a livello della gibbosità che peggiora, mentre ciò è impedito dalle modalità costruttive del corsetto.

La traslazione, in un corsetto Chêneau ben costruito è costituita dai seguenti movimenti:

la porzione alta del torace nel corsetto emigra verso destra

il bacino, secondo i tipi di scoliosi, è spinto verso destra (nelle scoliosi a 3 curve)

oppure a sinistra (nelle scoliosi a 4 curve)

La derotazione, in un corsetto Chêneau ben costruito, avviene:

a livello D4 verso DX

a livello D8 verso SN

a livello L1 o L2 verso DX

L’effetto antigravitario riguarda la controcurva cervico-toracica, che si estende srotolandosi verso l’alto e a sinistra, e riguarda il bacino, che si sposta verso sinistra a livello delle creste iliache e verso destra a livello delle regioni trocanteriche.

Dal 2000 i miglioramenti del corsetto riguardano soltanto dettagli. Cerchiamo di rendere facile, rapido ed efficace l’adattamento del corsetto. La correzione, inizialmente parziale, è completata a tappe: si distacca dal corsetto la porzione di parete da modificare, quindi la si ripone nella posizione ottimale per il paziente e si fissa il tutto.

Ho letto diverse volte il testo del Dottor Cerullo, l’autore di questo libro. In linea generale le nostre idee sembrano essere le stesse.

Qualche anno fa l’autore mi aveva inviato delle figure che ho tuttora e che ho rivisto da poco.

All’epoca avevo suggerito che le posture in cifosi lombare erano troppo numerose e troppo “spinte” nel grado di cifosi.

Ai tempi ciò rispondeva ad una teoria (Williams) che voleva che i disturbi della colonna vertebrale fossero tutti legati ad una iperlordosi, che sarebbe nociva. Ho combattuto fortemente questa teoria. Williams aveva scambiato l’effetto per la causa e viceversa!

Attualmente, essa è stata abbandonata quasi da tutti.

Leggendo e rileggendo il testo del Dottor Cerullo, mi sembra che anch’egli si sia allontanato da questa teoria e che non abusi più degli esercizi in cifosi lombare.

Per il resto, mi sembra tutto valido.
Il Dottor CERULLO ha seguito per circa 15 anni l’evoluzione del corsetto in tutte le versioni adottate successivamente. Egli le presenta nella sua opera eccellente. Il lettore segue passo dietro passo i progressi realizzati e le difficoltà incontrate.

Ringrazio il Dottor CERULLO per tutto il bene che con il suo lavoro costante ed ostinato ha fatto e continua a fare per i pazienti affetti da scoliosi.

Docteur Jacques Chêneau
Conseiller international en orthèses de scolioses
39 rue des Chanterelles
31650 Saint Orens
FRANCE

 

Indice

Dedica

Presentazione (+ Giuseppe Zanotto)

Cenni storici sull’antico Istituto Chirurgico Ortopedico “Regina Maria Adelaide” – Torino

Presentazione (Prof. Stelvio Becchetti)

Presentazione (Dott. Giuseppe Carannante)

Premesse di anatomia - Anatomia e scoliosi (M.R. Amedeo)

Introduzione (Dott. Aniello Cerullo)

Esame RX della colonna

Esame 3D della colonna

Prefazione (Dott. Jacques Chêneau)

Collaboratori


CAPITOLO 1

Joseph C. Risser

Esercizi di Risser

Segno di Risser


CAPITOLO 2

Finalità primarie nella fisioterapia per la scoliosi (Livio Rosa Colombo)


CAPITOLO 3

Esercizi con il corsetto di Milwaukee

Esercizi con il corsetto lionese a quattro valve


CAPITOLO 4

Definizione e classificazione del dorso curvo

Piano trattamento del dorso curvo secondo Sergio Zannier

Esercizi con il corsetto Maria Adelaide (M.A.)

Profilo sagittale della colonna vertebrale

Dorso curvo

Dorso curvo interessante il passaggio dorso-lombare

Esercizi con il corsetto Maria Adelaide (M.A.)

esercizi personalizzati

rappresentazione grafica

Esercizi con il corsetto Maria Adelaide (M.A.)

rappresentazione fotografica

Corsetto Maria Adelaide (M.A.)

Il busto gessato antigravitario

Il corsetto ortopedico Maria Adelaide (M.A.)

La vertebra normale dell’adolescenza

La vertebra patologica nel morbo di Scheuermann

Gli esiti del morbo di Scheuermann

L’ernia di Schmorl

Esame radiografico laterale della colonna all’inizio del trattamento

Esame radiografico laterale della colonna dopo un anno con il corsetto M.A.


CAPITOLO 5

Jacques Chêneau

Il corsetto di Chêneau - Numerazione delle zone

Gli alberi della scoliosi

Esercizi di fisioterapia per le vacanze - prima stesura

Esempio di scoliosi a 3 curve

Esempio di scoliosi a 4 curve

Il corsetto ortopedico del duemila

Schema informatico del corsetto di Chêneau, modello 2000 nei programmi per la cura della scoliosi a 3 e a 4 curve


CAPITOLO 6

Classificazione delle scoliosi

Le spinte correttive nella scoliosi a 3 curve

Le spinte correttive nella scoliosi a 4 curve

I meccanismi di azione dei corsetti ortopedici

Il meccanismo di azione del corsetto di Chêneau

Le “zone” di Jacques Chêneau

La regione toracica SN

La regione mammaria SN

Scoliosi lombare pura SN convessa

Il fiore della copertina del manuale di Jacques Chêneau

Scoliosi lombare pura DX convessa


CAPITOLO 7

Nomenclatura delle zone

Meccanismo di azione del corsetto

I movimenti correttivi

Variazioni nella nomenclatura delle zone

Il corsetto ortopedico del Duemila

La numerazione delle zone

Le spinte nel corsetto Chêneau per le scoliosi a 4 curve


CAPITOLO 8

Schema della colonna nella scoliosi a 3 curve secondo Chêneau

Le zone di Chêneau nel tronco

Schema della colonna nella scoliosi a 3 curve secondo Katharina Schroth (1894-1985)

Numerazione delle zone nel modello C.A.D.-C.A.M. – 2000

Il corsetto C.A.D.-C.A.M. modello 2000 per il trattamento delle scoliosi a 3 curve

Particolare del corsetto a livello della cresta iliaca DX

Particolare del corsetto a livello dell’ascella SN per una non frequente modifica


CAPITOLO 9

La traslazione laterale del tronco

Le posture correttive A e B

Derotazione e delateralizzazione

esercizi senza corsetto

esercizi con il corsetto

Esercizi dell’equilibrio

Esercizi di fisioterapia per le vacanze (seconda stesura)

Meccanismo di azione del corsetto di Chêneau


CAPITOLO 10

Studi per rappresentare la figura umana nell’eseguire gli esercizi per la cura di scoliosi, dorso curvo e spondilolistesi

Studi per rappresentare la figura umana nell’eseguire gli esercizi per la cura della scoliosi

Esercizi consigliati presso la palestra BODY-SYSTEM di Pinerolo

Studi per rappresentare la figura umana nell’eseguire gli esercizi per la cura della scoliosi - la fotografia

Studi per rappresentare la figura umana nell’eseguire gli esercizi con il disegno:

secondo A. Cerullo

secondo F. Canepa

secondo G. Felzani


CAPITOLO 11

La diagnosi precoce

Screening delle deformità vertebrali


CAPITOLO 12

Il movimento correttivo e il computer

La complessità dei movimenti correttivi

Dal computer al movimento correttivo - dal movimento correttivo al computer

Dal movimento correttivo alle modifiche del corsetto: rapporti tra fisioterapia e modifiche del corsetto

La chinesiologia e l’informatica

Il corsetto di Chêneau per scoliosi a 4 curve: modello 2000

Il corsetto di Chêneau per scoliosi a 4 curve: modello 2007

Tecnologia C.A.D.-C.A.M. - Schemi informatici:

scoliosi a 4 curve con apici in D4, D8, L2 e L5 - S1

scoliosi a 4 curve con apici in D4, D8, L3 e L5 - S1

Numerazione delle zone

Tecnologia C.A.D.-C.A.M. - Schemi informatici:

scoliosi a 3 curve con apici in D4, D9 e L4

scoliosi a 3 curve con apici in D6, D12, L5 - S1

scoliosi lombare pura DX convessa

scoliosi lombare pura SN convessa

Sulla necessità di studiare e migliorare gli schemi informatici dei corsetti


CAPITOLO 13

Le modifiche del corsetto nel corso del trattamento

Aumento della spinta dorsale DX

Aumento della spinta lombare SN

Elevazione dell’appoggio ascellare SN

Esempio di cura del dorso piatto


CAPITOLO 14

Corrispondenze storiche e attuali tra busti gessati e corsetti ortopedici


CAPITOLO 15

Esercizi di fisioterapia nel trattamento delle scoliosi e del dorso curvo con il corsetto secondo Paola CASTAGNOLI

Esercizi con il corsetto Maria Adelaide (M.A.) per il dorso curvo

Esercizi personalizzati. RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Esercizi con il corsetto Maria Adelaide (M.A.) per il dorso curvo prevalente bonificazione

Esercizi personalizzati. RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Studi per la preparazione di un programma di esercizi per il trattamento della scoliosi a quattro curve con il corsetto di Jacques Chêneau:

derotazione dorsale

traslazione dorsale

traslazione pelvica

derotazione lombare

traslazione lombare

“bending della spalla SN”

respirazione

stabilizzazione del rachide cervico-dorsale

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a quattro curve. PRIMA VERSIONE

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a quattro curve. SECONDA VERSIONE

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi lombare pura DX convessa

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi lombare pura SN convessa

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a tre curve

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a quattro curve. TERZA VERSIONE

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a tre curve

derotazione dorso-lombare e traslazione dorso-lombare da DX a SN

traslazione pelvica da SN a DX

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a quattro curve

derotazione dorsale

derotazione lombare

respirazione e correzione

traslazione dorsale

traslazione lombare

traslazione pelvica

Muscoli della regione posteriore del tronco e del collo

Cinematica del complesso articolare della spalla e della colonna dorsale

Esercizi di fisioterapia per il trattamento della scoliosi con e senza il corsetto di Chêneau

Esercizi di “bending” della spalla SN

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a tre curve. RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a quattro curve. RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Esercizi con il corsetto Milwaukee per scoliosi dorsale DX e lombare SN

Esercizi con il corsetto lionese a quattro valve

Esercizi con il corsetto lionese a tre valve

Esercizi con il corsetto Milwaukee per dorso curvo


CAPITOLO 16

Esercizi di fisioterapia nel trattamento delle scoliosi e del dorso curvo secondo Livio DEMICHELIS

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi dorsale DX e lombare SN (scoliosi a 4 curve secondo Chêneau

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi lombare DX (scoliosi a 3 curve secondo Chêneau)

Esercizi con il corsetto di Milwaukee per scoliosi dorsale DX e lombare SN

Esercizi con il corsetto di Milwaukee con pressori centrali dorsali per il dorso curvo

Esercizi con il corsetto lionese a quattro valve per scoliosi dorsale DX e lombare SN

Esercizi con il corsetto lionese a tre valve per scoliosi lombare SN

Meccanismo di azione dei corsetti ortopedici


CAPITOLO 17

Esercizi di fisioterapia nel trattamento delle scoliosi, del dorso curvo e della spondilolistesi con il corsetto secondo Isabella BAROVERO

Esercizi con il corsetto Maria Adelaide (M.A.) per dorso curvoEsercizi per la spondilolistesi

Il segno della “cicogna”

Classificazione delle spondilolistesi effetto bordo

Esercizi con il corsetto Maria Adelaide (M.A.) modificato per spondilolistesi a bassa displasia

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi dorso-lombare DX (scoliosi a 3 curve secondo Chêneau)

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi dorsale DX e lombare SN (scoliosi a 4 curve secondo Chêneau)

Esercizi con il corsetto corto modificato di Jacques Chêneau per la scoliosi lombare pura SN convessa

Studi per semplificare il corsetto di Chêneau

Esercizi con il corsetto corto modificato di Jacques Chêneau per la scoliosi lombare pura DX convessa

Esercizi di derotazione dorsale nella scoliosi dorsale DX convessa con la contrazione dei muscoli pettorali del lato SN

Esercizi di Kinesiterapia per il dorso piatto-cavo

Esercizi per la cura del dorso piatto-cavo con il corsetto di Chêneau per scoliosi a quattro curve

Dal corsetto di Abbott al corsetto di Chêneau modificato

Dal busto gessato di Abbott al corsetto di Chêneau modificato

Il corsetto ortopedico di Chêneau con le zone numerate

Busto gessato di Abbott

Letto ortopedico di Abbott

Busto gessato di Abbott

Corsetto Chêneau

Corsetto Chêneau, modello 2000, C.A.D.-C.A.M

Esercizi con il corsetto lionese a tre valve per scoliosi lombare DX

Esercizi con il corsetto lionese a quattro valve per scoliosi dorsale DX e lombare SN

Esercizi con il corsetto di Milwaukee per scoliosi dorsale DX e lombare SN

Esercizi con il corsetto di Milwaukee con pressori centrali dorsali per dorso curvo

Lo schema corporeo

Conclusione


CAPITOLO 18

Esercizi di fisioterapia nel trattamento delle scoliosi, del dorso curvo e della spondilolistesi secondo Francesco CANEPA, Stefania CONTIERO, Lorenzo AVALLE

Sulla retroversione (A. CERULLO)

Esercizi per scoliosi dorsale DX

Esercizi per scoliosi lombare SN

Esercizi per dorso curvo (prevalente la tonificazione)

Esercizi per dorso curvo (prevalente la mobilizzazione)

Esercizi per cifosi dorso-lombare

Esercizi per spondilolistesi

Esercizi con il corsetto ortopedico Maria Adelaide (M.A.) modificato per sfruttare “l’effetto bordo” nella cura della spondilolistesi a bassa displasia

Esercizi per la cura del dorso piatto

Eseguire la rieducazione con e senza corsetto in palestra

Eseguire la rieducazione con il corsetto a casa. Perché?

Esercizi simmetrici e asimmetrici nella cura della scoliosi


CAPITOLO 19

Esercizi di traslazione laterale del bacino da SN a DX con e senza corsetto di Chêneau

Esercizi di fisioterapia con e senza corsetto

Esercizi di fisioterapia con il corsetto ortopedico di Chêneau per le scoliosi a 3 curve

Esercizi di traslazione laterale del bacino da SN verso DX senza corsetto

Esercizi di traslazione laterale del bacino da SN verso DX con il corsetto

Esercizi di fisioterapia con il corsetto ortopedico di Chêneau per scoliosi a 3 curve con bacino spostato a DX


CAPITOLO 20

Esercizi di traslazione pelvica da DX a SN con e senza il corsetto di Chêneau

Esercizi di fisioterapia con e senza corsetto

Traslazione del bacino da DX a SN secondo il fisioterapista ROBIN Mc KENZIE

Traslazione del bacino da DX a SN secondo il dott. A. CERULLO senza corsetto

Traslazione del bacino da DX a SN secondo il dott. A. CERULLO con il corsetto

Esercizi con il corsetto di Chêneau per scoliosi a 4 curve


CAPITOLO 21

Studio dei corsetti di Chêneau con la tecnologia CAD-CAM

Classificazione delle scoliosi secondo Jacques Chêneau

Il corsetto di Jacques Chêneau per scoliosi a 4 curve

Meccanismo di azione del corsetto di Jacques Chêneau nelle scoliosi a 4 curve

Il corsetto di Jacques Chêneau nelle scoliosi a 3 curve

Il corsetto di Jacques Chêneau per scoliosi lombare DX convessa pura

Il corsetto di Jacques Chêneau per scoliosi lombare SN convessa pura


CAPITOLO 22

Esercizi di fisioterapia nel trattamento della scoliosi con il corsetto secondo A. NOZZI, G. BARBIERI, G. BETTELLI, L. MANFREDINI, P. MAHAUDENS, G.L. BONARIA

Trattamento incruento delle patologie scoliotiche in età evolutiva nei portatori di corsetto ortopedico: “Metodo Kinesis” (A. NOZZI; G. BARBIERI; G. BETTELLI; L. MANFREDINI)

Scoliosi e approccio posturale (PHILIPPE MAHAUDENS)

La chinesiterapia in corsetto MMG (GIAN LUIGI BONARIA)

Complicazioni del trattamento ortopedico (PHILIPPE MAHAUDENS)


CAPITOLO 23

Rapporti tra scoliosi e respirazione

La respirazione in decubito laterale

Posture correttive

Defaticamento

Riduzione delle curve scoliotiche in cifosi secondo il metodo di E.G. ABBOTT

Applicazione del principio dei tre punti

Geometrica corrispondenza tra zone concave e convesse

La respirazione e la scoliosi

Camera di espansione dorsale SN vuota

Camera di espansione dorsale SN colma

La respirazione in decubito laterale

Profilo di due radiografie del torace di un soggetto normale in decubito laterale sinistro

Respirazione e postura correttiva

Esercizi per la respirazione elettiva

Esercizi per l’espansione dell’emitorace SN


CAPITOLO 24

Problèmes récents en traitement des scolioses par corsets et leur solution Chêneau débats

La spinta correttiva dorsale DX: zona 1

La spinta correttiva lombare SN: zona 1

La derotazione lombare:

zona di spinta 37

zona di espansione 35

Studi per ridurre la superficie del corsetto


CAPITOLO 25

Fisiopatologia respiratoria - La complémentarité kinésitherapie-orthopédie

Fisiopatologia respiratoria

La respirazione nella cura della scoliosi

Esercizi di respirazione elettiva

Fisiopatologia respiratoria

Fisiopatologia respiratoria nella scoliosi dorsale DX

Rapporti tra i movimenti respiratori e la curva dorsale DX nel piano orizzontale

Fisiopatologia respiratoria

Fisiopatologia respiratoria nella scoliosi dorsale DX

Rapporti tra i movimenti respiratori e la curva dorsale DX nei tre piani dello spazio

Perché dal lato della concavità SN le coste sono orizzontali in atteggiamento inspiratorio anche se il polmone SN è poco irrorato e gli atti respiratori sono pochi efficaci?

Studio dei muscoli attivi nella fase finale del movimento correttivo di G. Gussoni nella cura della scoliosi dorsale DX

Meccanismo di derotazione dorsale DX secondo G. Gussoni

Esercizi di fisioterapia per ottenere la derotazione dorsale DX

Esercizi di derotazione senza corsetto per la cura di scoliosi dorsale DX e lombare SN

Sulla derotazione dorsale DX secondo Gussoni

Esercizi di fisioterapia per evitare l’instaurarsi di compenso cervico-dorsale

Esercizi di fisioterapia per la derotazione lombare SN

La complémentaritè kinésitherapic-orthopédie


CAPITOLO 26

Esercizi di respirazione elettiva (FRANCO PRESTIPINO)

Esercizi di respirazione elettiva per la scoliosi a quattro curve secondo Chêneau senza corsetto

Esercizi di respirazione elettiva per la scoliosi a quattro curve con il corsetto di Chêneau

Esercizi di respirazione elettiva per la scoliosi a quattro curve secondo Chêneau

Derotazione lombare e delateralizzazione con la tecnica del m. psoas

Esercizi di respirazione elettiva per la scoliosi a tre curve secondo Chêneau senza corsetto e con inspirazione nella fase attiva dell’esercizio

Esercizi di respirazione elettiva per la scoliosi a tre curve secondo Chêneau senza corsetto e facendo eseguire l’espirazione nella fase attiva dell’esercizio

Esercizi di respirazione elettiva per la scoliosi a tre curve con il corsetto di Chêneau facendo eseguire l’inspirazione nella fase attiva dell’esercizio

Esercizi di respirazione elettiva per la scoliosi a tre curve con il corsetto di Chêneau facendo eseguire l’espirazione nella fase attiva dell’esercizio


CAPITOLO 27

Una lezione di ginnastica europea (dott. Jacques Chêneau - dott. A. Cerullo)

Gymnastique de scolioses

Regola generale

Insegnamento posturale iniziale

Traslazione

Respirazione elettiva

Movimenti non specifici

Il valore-soglia nella scoliosi

Posture e movimenti specifici

Respirazione elettiva

Traslazione

Esempio di geometrica corrispondenza tra la spinta dorsale SN alta e la curva di espansione

Esempio di geometrica corrispondenza tra la spinta dorsale DX e lombare SN e le camere di espansione

Tesi del dott. J. Chêneau

La rieducazione con il corsetto

Esercizi per scoliosi dorsale DX e lombare SN con tendenza al dorso piatto

senza il corsetto

con il corsetto

Esercizi di derotazione

Esercizi di traslazione dorsale

Esercizi di traslazione pelvica da DX a SN

senza il corsetto

con il corsetto

La traslazione pelvica, lombare e dorsale nel corsetto Chêneau 2007

Esercizi di traslazione secondo il dott. Salvatore Bonsignore

Esercizi di traslazione in una scoliosi dorsale SN e lombare DX secondo il prof. Augusto Valle

Esercizi di allungamento e derotazione secondo il dott. Giancarlo Arfinengo

 

CAPITOLO 28

La validità del trattamento conservativo della scoliosi

EBM e metodologia della ricerca


CAPITOLO 29

Tabelle antropometriche

Femmine

Maschi


CAPITOLO 30

Radicali greci usati in terminologia biologica

 

CAPITOLO 31

Corrispondenza con:

- prof. Antonio NEGRINI, presidente G.S.S.

- prof. dott. Stelvio BECCHETTI dell’Università di Genova

Prof Antonio Negrini

Presidente Gruppo di Studio della Scoliosi e delle Patologie Vertebrali - SOSORT (Società scientifica internazionale per lo studio del trattamento non chirurgico - ortopedico o riabilitativo - della scoliosi)

Prof. dott. Stelvio Becchetti

Docente di Tecnica Operatoria - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia

Primario presso Istituto Giannina Gaslini - Università degli Studi di Genova


CAPITOLO 32

Studi per la costruzione C.A.D.-C.A.M. dei corsetti ortopedici specifici per il riferimento non solo al tipo di curva, ma anche per ogni livello della vertebra apicale

Schema informatico del corsetto per scoliosi a quatttro curve

Disegni originali di Jacques Chêneau

Schema informatico del corsetto per scoliosi s 3 curve

Corsetto per scoliosi a 3 curve

Traslazione dorso-lombare e pelvica in corsetto modificato per scoliosi a 3 curve

Corsetto per scoliosi a 3 curve con bacino spostato a SN

Corsetto per scoliosi a 3 curve con bacino spostato a DX

Zone di spinta e camere di espansione nel calco pronto per la plastificazione nella cura della scoliosi a 4 curve


CAPITOLO 33

Gli esercizi a casa

Dodici regole per lo sportivo

Bibliografia personale riguardante la rieducazione per la scoliosi e il dorso curvo

Bibliografia del Centro Studi per Prevenire le Deformità Vertebrali “Liria Pettineo”

Commiato

La lettera di Ernest Rutheford sui lavori lunghi

Le vignette su Aniello Cerullo

L’Istituto Chirurgico Ortopedico “Regina Maria Adelaide” di Torino

L’antica palestra ALBERTO GAMBA dell’Istituto Ortopedico “Regina Maria Adelaide”


CAPITOLO 34

Vita di una città

Vita di un medico


Prima pagina

CAPITOLO 1

• JOSEPH C. RISSER (1892-1982)
• GLI ESERCIZI DI RISSER
• IL SEGNO DI RISSER

JOSEPH C. RISSER, SR., M.D. (1892 - 1982)

II dottor Joseph C. Risser di Los Angeles è morto l'11 Marzo 1982 all'età di 90 anni.

Nacque nell'Iowa il 6 Agosto 1892 e si laureò presso l'Università dello Iowa nel 1923.

Da qui si trasferì a New York e divenne allievo di Russel Hibbs, il quale aveva realizzato la prima artrodesi vertebrale secondo la sua tecnica pochi anni prima dell'arrivo di Risser.

Collaborando con Hibbs iniziò i suoi studi sulla scoliosi dedicando la sua attenzione all'insorgenza ed alla evoluzione delle curve vertebrali. Egli è stato uno dei primi a riconoscere che la completa maturazione scheletrica delle apofisi iliache è correlabile con la fine dell'accrescimento: si tratta di quello che oggi è definito "segno di Risser" Con il passare degli anni diventò un caposcuola nel trattamento chirurgico della scoliosi e numerosi particolari dì tecnica, da noi impiegati abitualmente per l'esecuzione delle artrodesi vertebrali, sono stati da lui introdotti. Vanno ricordati fra gli altri lo scollamento sottoperiosteo dei muscoli paravertebrali dalle spinose e dalle lamine e la concomitante emostasi eseguita stipando le garze nelle docce paraspinose.

La sua tecnica di embricamento dei frustoli ossei peduncolanti staccati dalle lamine e dalle apofisi spinose è tutt'ora valida e può consentire di evitare il ricorso al trapianto autoplastico. Il suo nome è legato inoltre alla tecnica di confezione degli apparecchi gessati per la scoliosi e a un particolare tavolo, conosciuto e diffuso in tutto il mondo, utilizzato per la loro confezione. Il prof. dott. Pietro Antonio Rastel Bogin, nato e deceduto a Pont Canavese (To): 23/11/1934 -15/10/2007, già allievo del prof. Guido Rilegamo presso l'Istituto di Anatomia Umana Normale, ha eseguito alcuni interventi di artrodesi vertebrale secondo Risser, presso l'Istituto Chirurgico Ortopedico "Regina Maria Adelaide" nella Divisione Cura Deformità del Rachide, di cui è stato fondatore e primario.