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Gli Autori
Prefazione
Indice
La prima pagina
 

LA QUALITÀ OSSEA un fattore discriminante in implantologia

LEONIDA A. - NESSI R.

Pag. 112 - illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-074-2

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30,00 €

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Gli Autori

prof. Renato NESSI

Renato Nessi è nato a Milano nel 1946 e ha conseguito la Maturità Classica nel 1964 vincendo il premio nazionale “Sen. G. Treccani” per il miglior tema di italiano all’esame di maturità. Ha compiuto gli studi di Medicina all’Università di Pavia come allievo interno del collegio universitario Ghislieri e si è laureato nel 1970 con il massimo dei voti e la lode.

Dal 1973 ha frequentato l’Istituto di Scienze Radiologiche dell’Università di Milano, presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, specializzandosi quindi in Radiologia. Nel 1974 ha vinto un Contratto Universitario quadriennale, poi rinnovato, e nel 1980 è stato nominato Ricercatore Universitario presso l’Istituto di Scienze Radiologiche dell’Università di Milano.

Da allora ha effettuato la sua attività clinica e di ricerca scientifica presso l’Istituto Nazionale Tumori, poi nel Centro Studi sulla Radiologia Digitale dell’Università e quindi presso l’Ospedale S. Paolo di Milano, con interessi diretti dapprima alla senologia e allo studio dei tessuti molli con xeroradiografia, della quale è stato uno degli iniziatori nel corso degli anni ’70.

Successivamente, la comparsa dell’ecografia e delle tecniche di radiologia digitale è stata al centro dei suoi argomenti di ricerca, sia in campo clinico-diagnostico generale che nelle applicazioni dirette allo studio dei tessuti superficiali. A partire dal 1986, i suoi interessi si sono estesi alla Radiologia Odontoiatrica, in primo luogo applicando la diagnostica ecografica ai tessuti molli della bocca e alle ghiandole salivari e interessandosi agli impieghi della xeroradiografia endorale.

Ha quindi dato inizio agli studi sui nuovi apparecchi per radiologia digitale ed è stato uno dei primi nel 1992 a proporre e utilizzare le tecniche digitali con lamine di fosfori a memoria per l’esecuzione di ortopantomografie e di teleradiografie digitali. Dal 1991 insegna Radiologia Generale e Speciale Odontostomatologica nel Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università di Milano.

Partecipa inoltre da molti anni all’insegnamento della Radiologia nel Corso di Laurea in Medicina e delle Scuole di Specializzazione in Radiologia Diagnostica, Radioterapia e Medicina Nucleare della medesima Università ed è titolare dell’insegnamento di Tecniche di Diagnostica per Immagini 2° presso il Corso di Laurea triennale per Tecnici di Radiologia. La sua attività scientifica è documentata da oltre 150 pubblicazioni a stampa e da più di 100 comunicazioni a Congressi.

È autore del libro “Le Basi della Diagnostica per Immagini” (Schering ed., 1998) e del trattato “Radiologia Odontostomatologica” (Piccin ed., 2004). È stato inoltre Segretario di Redazione e membro del Comitato Editoriale delle riviste “La Radiologia Medica” (1977-1985) e “Giornale Italiano delle Malattie del Torace” (1978-1992).


dr. Alessandro LEONIDA

Il dottor Alessandro Leonida è nato il 20 luglio 1973 si è laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria il 17 luglio 1998 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale di Milano. Dal 1998 al 2001 frequenta la Casa di cura di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Istituto Stomatologico Italiano, diretta dal prof. R. Vinci, specializzando la sua attività nella chirurgia implantologica (con particolare attenzione alla rigenerazione ossea ad ogni livello).

Perfezionato c/o Department of Oral & Maxillofacial Surgery Umea University, Umea, Sweden – prof. S. Lungren – Reformation and reconstruction of bone in oral and maxillofacial implant surgery. Referente della Chirurgia Orale del Presidio Odontostomatologico dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda (Referente Scientifico dott. D. Perego).

Collaboratore presso la cattedra di Radiologia Generale e Speciale Odontostomatologica, diretta dal prof. R. Nessi, presso l’Università Statale di Milano, ove si occupa delle nuove frontiere della diagnostica per immagini in implantologia.

Docente nel master di Chirurgia Implantologica c/o l’Università di Chieti. È direttore della “Biblioteca di Radiologia Odontostomatologica” edizioni Martina.

Affiliazioni internazionali: International membership in the AMERICAN ACADEMY OF PERIODONTOLOGY (Chicago); International active membership in the INTERNATIONAL ASSOCIATION FOR DENTAL RESEARCH - IADR (implantology section).

Ha partecipato in qualità di relatore a corsi e congressi nazionali ed internazionali. È inoltre autore di pubblicazioni su riviste del settore.

 

Prefazione

L'implantologia, e la riabilitazione protesica che questa rende possibile, si può ben dire che abbiano spostato in avanti le frontiere dell'odontostomatologia negli ultimi 20 anni. Tecniche chirurgiche sempre più raffinate consentono oggi di recuperare a fini implantari porzioni di osso di dimensioni ridotte. La radiologia, grazie all'introduzione delle ricostruzioni tridimensionali e delle modellazioni solide dalle immagini TC, fornisce all'implantologo la possibilità di programmare correttamente gli interventi conoscendo la forma e le dimensioni dell'osso nelle tre coordinate dello spazio.

Ma la sola valutazione morfologica del sito implantare non è sempre sufficiente a garantire il successo dell'impianto. L'osso è un tessuto complesso, dal trofismo delicato: se la sua capacità osteoformatrice è ridotta o alterata per le più diverse cause, anche l'osteointegrazione dell'impianto ne soffre e l'intervento implantare può essere destinato all'insuccesso. La valutazione della qualità ossea è quindi un momento essenziale nella programmazione implantologica, tanto quanto lo è la misura dell'altezza e del volume dell'osso disponibile.

Al tema della qualità ossea, difficile e delicato ma di grandissima attualità, è dedicato questo nuovo libro di Renato Nessi e Alessandro Leonida, che segue il precedente sulla radiologia implantologica. Alla sua stesura hanno contribuito, con la loro esperienza, diversi gruppi di ricercatori delle Università di Brescia e di Milano, così da fornire al lettore un quadro generale e approfondito della materia sotto il profilo biologico, fisiologico, radiologico e clinico. Completa l'opera un capitolo specificamente dedicato alla osteonecrosi da bifosfonati: un argomento di crescente attualità negli ultimi anni.

Ci sembra pertanto possibile affermare che questa opera, che vede la luce in un momento di grande fervore di studi sull'implantologia e sull'osteointegrazione, potrà costituire un punto di riferimento per gli odontoiatri e per gli implantologi di domani.

prof. Franco Santoro
Presidente
Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria
Università degli Studi di Milano

 

Indice

1. - INTRODUZIONE
(Nessi-Leonida) Università di Milano


2. - IL TESSUTO OSSEO
(Rodella-Labanca) Università di Brescia

• Classificazione del tessuto osseo
• Tessuto osseo compatto e spugnoso
• Tessuto osseo lamellare e non lamellare
• Componente cellulare ossea
• Componente extracellulare ossea
• Componente minerale
• Mineralizzazione ossea
• Fattori che influenzano l'omeostasi dell'osso
• Descrizione dei singoli fattori che influenzano l'omeostasi dell'osso
• L'angioproteina (Ang) è un importante mediatore dell'angiogenesi ossea
• Attivazione e traduzione del segnale BMPs
• Rigenerazione ossea
• Rigenerazione delle fratture ossee


3. - VARIAZIONE OSSEE FISIOLOGICHE E PATOLOGICHE
(Leonida) Università di Milano

a. Introduzione
b. Osteoporosi

Osteoporosi sistemica e osteopenia dei mascellari: revisione della letteratura
Valutazione della condizione osteoporotica mediante ortopantomografia

• La malattia di Paget

Malattia ossea di Paget & localizzazione maxillo-facciale: revisione della letteratura

• Osteomalocia
• Osteogenesi imperfecta

Osteogenesis imperfecta a livello dei mascellari


4. - OSTEONECROSI DEI MASCELLARI DA BIFOSFONATI – BRONJ -
(Bartorelli-Teti-Mantovani-Aspesi) Università di Milano

• Introduzione
• Patofisiologia
• Chimica e biochimica dei bifosfonati
• Osteonecrosi dei mascellari da bifosfonati (BRONJ)
• Diagnostica radiologica
• Incidenza


5. - VALUTAZIONE E MISURA DELLA QUALITÀ OSSEA
(Nessi-Leonida) Università di Milano

• Densitometria radiografica
• Mineralometria computerizzata (MOC)
• Mineralometria TC (MOC-TC)
• Mineralometria ossea dentaria
• Mineralometria e qualità ossea
• Classificazioni della qualità ossea


6. - LA QUALITÀ NEGLI INNESTI OSSEI
(Leonida-Dall'ara) Università di Milano

• Introduzione
• Tecniche di chirurgia ossea ricostruttiva

Rialzo della membrana del seno mascellare (sinus lift)

Qualità ossea ed impianti

• Rigenerazione ossea guidata (GBR)

Ingegneria tissutale e terapia genica in chirurgia rigenerativa

Vettori e cellule bersaglio
Vettori virali e vettori plasmidici
Scaffala e nanoscaffold
La terapia genica e i fattori di crescita

Qualità ossea ed impianti

• Innesti ad onlay
• Tecniche combinate per la riabilitazione delle gravi atrofie

Qualità ossea ed impiantì

• Tecniche per il posizionamento di impianti in osso di tipo 4

Preservazione dell'apporto vascolare

Preparazione del sito impiantare


7. - SUPERFICI IMPLANTARI E QUALITÀ OSSEA: NUOVE OPPORTUNITÀ PER IL CLINICO
(Leonida-Di Narda-Prosperi) Università di Milano

• Introduzione
• Brevi considerazioni biologiche: osteointegrazione
• Considerazioni sull'impianto

Forma
Superficie

• L'evoluzione della superficie implantare: il trattamento al laser

 

La prima pagina

Capitolo 1

INTRODUZIONE

Obiettivo principale in implantoprotesi è la sostituzione protesica di elementi dentari mancanti con impianti inseriti in un supporto osseo adeguato. Affinché siano garantite le condizioni base, in altre parole l'osteointegrazione del supporto (rappresentato dall'impianto) e l'equilibrio biomeccanico tra le due componenti (elemento protesico e impianto), bisogna avere a disposizione un sufficiente volume di osso alveolare per l'inserimento della fixture. Possiamo dunque affermare che esistono delle condizioni ideali per il posizionamento corretto di un impianto.

Ovviamente, in pazienti apparentemente sani (anamnesi per malattie endocrine gravi e dismetaboliche scompensate negativa; assenza di terapia radiante nella regione cervice-facciale; non fumatore; non abuso di alcol; assenza di malattia parodontale, parafunzioni gravi, lichen, leucoplachie; buone condizioni di igiene) i fattori favorenti una riabilitazione implantare sono:

1. altezza ossea (cresta alveolare/osso basale) maggiore uguale a 10 mm;
2. spessore pari a 5-6 mm, con pareti integre che possano contenere completamente tutta la superficie dell'impianto;
3. corretti rapporti intermascellari in tutte le direzioni dello spazio: antere-posteriore, trasversale e verticale;
4. adeguatezza dei tessuti molli, più precisamente della banda di mucosa cheratinizzata.

È però osservabile come, con la perdita degli elementi dentari, l'osso alveolare vada incontro ad un riassorbimento più o meno rapido. Questo fenomeno, a parere comune di molti autori, è legato alla perdita della sollecitazione meccanica trasmessa dalle radici dentarie. A tale proposito esiste la classificazione di Cawood e Howell del 1988 che mette in evidenza come in realtà l'osso basale non cambia forma in modo significativo, probabilmente perché, data l'assenza degli elementi dentari, l'unico stimolo funzionale delle basi ossee edentule è dato dalla presenza delle inserzioni muscolari.

Al contrario, il processo alveolare subisce delle modificazioni morfologiche ben predicibili. Questo tipo di riassorbimento è sito-specifico, ovvero cambia da regione a regione all'interno delle diverse aree dei mascellari.

Non approfondiremo la discussione su tale classificazione, che non rappresenta l'argomento di questo volume, ma ci limitiamo ad evidenziare come il cambiamento dei rapporti scheletrici tra le due arcate coinvolga i tre piani dello spazio: trasversalmente il mascellare superiore diventa progressivamente più stretto, mentre l'osso mandibolare diventa più largo; in senso antero-posteriore tutte e due le arcate diventano più corte; verticalmente la distanza interarcata aumenta.

C'è da tenere presente che in quest'ultimo caso si ha una anterotazione di compensazione a livello mandibolare, che aumenta il progenismo senile. Quando ci troviamo di fronte alla programmazione di un intervento implantare non basta però parlare soltanto della quantità di osso, se cioè il suo volume sia o meno sufficiente per il posizionamento della fixture: occorre invece necessariamente avere informazioni sulla qualità dell'osso dove noi andremo ad intervenire chirurgicamente.

L'importanza di questo parametro è evidenziata dalla sua stessa definizione: per qualità ossea, infatti, si intende la capacità dell'osso di sopportare i carichi e di conseguenza anche il carico implantare. Da quanto esposto risulta evidente il motivo per il quale la valutazione della qualità ossea a livello del sito chirurgico sul quale si deve intervenire consente di predire il grado di successo dell'impianto anche a distanza, in termini di resistenza alle forze di carico e anche di osteointegrazione. La sua corretta valutazione passa attraverso la media delle tre componenti meccaniche dell'osso, ovvero contenuto minerale, spessore corticale e struttura trabecolare. Anche per la qualità ossea, come vedremo, vi sono diverse classificazioni.