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  • PRESENTI COME ESPOSITORI
    01-02 DICEMBRE 2017

    19º Congresso Nazionale SIOI
    Palazzo dei Congressi - Via Giacomo Matteotti, 1 - PISA

 

Gnatologia Clinica e disordini craniomandibolari - Diagnosi e terapia

PRATI S. - ZERMAN N.

Pag. 352 - 762 illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-031-2

ESAURITO

Gli Autori

Presentazione
Prefazione
Indice
Prima pagina...

 

Gli Autori

 

Sandro PRATI

Professore a contratto di Malattie Odontostomatologiche (A.A. 2000-2005) Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale Università degli Studi di Udine

 

Nicoletta ZERMAN

Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche Università degli Studi di Ferrara.

Professore a contratto di Malattie Odontostomatologiche (A.A. 2004-2005) Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale Università degli Studi di Udine

 

Collaboratori

Fabio COSTA

Dirigente Medico di 1° livello Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale Policlinico Universitario a Gestione Diretta di Udine

Enzo LAZZARI

Direttore Centro di Posturologia Ospedale "G. Aragona" S. Giovanni in Croce Cremona

Massimo POLITI

Professore Ordinario di Chirurgia Maxillo-Facciale
Direttore Clinica e Scuola di Specializzazione di Chirurgia Maxillo-Facciale
Università degli Studi di Udine

Carlo Adolfo PORRO

Professore Ordinario di Fisiologia
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Massimo ROBIONY

Professore Associato di Chirurgia Maxillo-Facciale Università degli Studi di Udine

Salvatore SEMBRONIO

Dottorando di Ricerca Cattedra di Chirurgia Maxillo-Facciale Università degli Studi di Udine

Ruggero STROBBE

Fisioterapista Università degli Studi di Parma

 

Presentazione

 

L'articolazione temporo-mandibolare e la sua patologia è un argomento complesso anzi, molto complesso. Richiede una vasta preparazione culturale che non può essere solo odontoiatrica: deve spaziare dalla fisiologia alla neurologia fino alla psicologia.

I pazienti con disordini cranio-mandibolari sono pazienti difficili da trattare per le innumerevoli e diverse criticità che presentano.

Numerose sono le pubblicazioni e gli studi in questo campo che, sicuramente, hanno dato contributi essenziali.

Questo testo è il frutto e la sintesi di molti anni di studio, di interesse, di aggiornamento e di collaborazione nell'ambito di un progetto di insegnamento che è nato e si è sviluppato in Corsi di Perfezionamento e Master istituiti dall'Università degli Studi di Udine.

Personalmente sentivo la necessità, come Chirurgo, di avere la possibilità di uniformare e razionalizzare la "malattia articolare" nella quale potersi confrontare con i Colleghi che si trovano ad affrontare e curare questa patologia.

Da un punto di vista didattico, non vi è dubbio, che l'ATM sia un argomento ostico: l'anatomia, la fisiopatologia, l'occlusione, la protesi e tutte le materie ad essa collegate rappresentano una sfida per tutti.

Il Dottor Prati, carissimo amico e collaboratore, Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia in Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Università degli Studi di Udine, da molti anni, dopo gli studi in Francia all'Università di Brest con il Prof. Abjean, ha contribuito in maniera egregia allo scopo dei nostri Corsi: migliorare la conoscenza, interagire con gli altri specialisti, sviluppando un metodo per rendere più comprensibile questa patologia.

Sandro Prati fa parte di coloro che si esprimono chiaramente in quanto la cultura e la passione per gli argomenti trattati sono frutto di studio ed applicazione continui.

La Professoressa Zerman, Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche presso l'Università degli Studi di Ferrara, ha sempre, fin dalla tesi di Laurea in Medicina e Chirurgia alla Scuola veronese del Prof. Gotte, sviluppato il suo interesse clinico e scientifico nella patologia articolare.

Il suo contributo è stato fondamentale per l'impulso e l'entusiasmo nell'organizzazione e nell'impostazione del testo: testo che rappresenta fonte di consultazione per la diagnosi e la pratica clinica quotidiana.

Sono convinto che questa opera sarà uno strumento utile per tutti coloro che si interessano al "problema articolare" o a quanti vogliano iniziare ad occuparsene.

Prof. Massimo Politi

 

Prefazione

 

La prima parte del testo tratta della fisiologia del sistema masticatorio. Questo argomento viene indicato, anche, con il termine di gnatologia, che letteralmente significa la "scienza dei mascellari", e comprende quindi le conoscenze relative all'anatomia e alla funzione dell'apparato masticatorio.

L'occlusione, invece, può essere definita come il "modo in cui le arcate dentarie vengono in contatto" e questo modo dipende essenzialmente dall'anatomia dentoscheletrica.

Per comprendere il ruolo peculiare dell'occlusione all'interno della funzione masticatoria si può utilizzare un confronto con la mobilità articolare di altri distretti corporei, in cui, il limite al movimento è determinato esclusivamente dall'anatomia muscolo-articolare; non esiste, dunque, altro limite strutturale. Anche i movimenti mandibolari sono limitati nelle loro massime escursioni dall'anatomia delle ATM ma, sia durante le attività funzionali, che a riposo, la mandibola occupa posizioni ed esegue movimenti che sono strettamente condizionati nella loro direzione, ampiezza, e forza dal modo con cui le arcate dentarie vengono in contatto e cioè dall'occlusione.

La peculiarità del sistema stomatognatico consiste proprio nel fatto che l'occlusione rappresenta una sorta di vincolo di straordinaria precisione ai movimenti funzionali: è noto come la percezione degli spostamenti interdentali sia nell'ordine di poche frazioni di millimetro.

La gnatologia è una scienza relativamente giovane che si è costituita come tale quando si è iniziato a confezionare le prime protesi "fuori dalla bocca", per cui era necessario risolvere tutti i problemi relativi alla costruzione, alla stabilità e al trasferimento ad un mezzo che simulasse l'apparato masticatorio. Le analisi e le soluzioni prospettate furono essenzialmente di tipo meccanico-geometrico e, oltretutto, le principali furono sviluppate da matematici (Bonwill 1885) ed ingegneri (Hanau 1926) e questo probabilmente condizionò fortemente la gnatologia che assunse un indirizzo essenzialmente meccanicistico.

Ciò rappresenta un grande limite e in certi casi ha favorito la nascita di teorie gnatologiche frutto più di elucubrazioni teoriche che di osservazioni sulla fisiologia del sistema.

Quindi, se, certamente esistono aspetti meccanici della gnatologia questi sono secondari rispetto al controllo neurosensoriale del sistema masticatorio per cui è auspicabile un indirizzo meno meccanicistico e più attento agli aspetti neurologici e funzionali.

La seconda parte tratta dei disordini craniomandibolari la cui rilevanza, nella popolazione, è in continuo aumento e che, oltretutto, sempre più frequentemente vengono diagnosticati anche in ambito otorino, neurologico, fisiatrico.

Questo argomento deve essere ben distinto dall'occlusione in quanto, a differenza di quanto si è ritenuto in passato, l'occlusione non rappresenta l'unico e principale fattore eziologico dei disordini cranio-mandibolari. Anzi per molti Autori rappresenta un fattore secondario. Tuttavia la questione è tutt'altro che risolta, tanto più che la stessa definizione di malocclusione o l'identificazione dei precontatti o delle interferenze occlusali sono fonte di radicali controversie. Per questo, nel testo, è stato dato particolare spazio all'analisi dei meccanismi fisiopatologici ed eziopatogenetici che possono spiegare l'instaurarsi della patologia.

Il procedimento diagnostico deve partire dalla diagnosi differenziale con le malattie, caratterizzate, soprattutto, dal dolore craniofacciale. Quindi, come sempre, basarsi sulla sequenza anamnesi-esame obiettivo-esami strumentali.

La Risonanza magnetica rappresenta la miglior tecnica d'immagine delle ATM, con un'elevatissima corrispondenza con l'osservazione diretta in sede chirurgica. Il suo utilizzo diagnostico è fondamentale anche perché offre notevoli possibilità di valutazione prognostica e di indirizzo terapeutico.

Riteniamo sia necessario estendere la visita ad almeno il distretto cervicale, senza trascurare tutti i dati che possono rilevare la presenza di disturbi psicologici o disordini posturali. A proposito dei rapporti tra occlusione e postura esistono punti di vista diametralmente opposti: si va da un atteggiamento fortemente dubitativo della medicina ufficiale all'adesione, quasi fideistica, di certe medicine cosiddette alternative. Certamente l'approccio basato su evidenze statistico-scientifiche è quello corretto, tuttavia, sempre più, vengono dimostrate correlazioni di tipo bio-meccanico, neurologico, sperimentale e clinico, che collegano il sistema stomatognatico a quello posturale.

La terapia dei Disordini craniomandibolari parte dalla rassicurazione del paziente, ha come presidi terapeutici fondamentali le placche occlusali e la fisioterapia, ma può necessitare dell'intervento chirurgico.

L'utilizzo di metodiche endoscopiche ha ampliato notevolmente il campo d'azione della chirurgia dell'ATM, cosicché in certi casi essa rappresenta la scelta terapeutica d'elezione.

Si può, quindi, concludere che la caratteristica peculiare di questa patologia sia la pluralità: multifattoriale è l'eziologia, molteplici sono i sintomi, e più d'uno sono i mezzi terapeutici che spesso richiedono un approccio multidisciplinare.

Per questo, anche l'attitudine del terapeuta dovrebbe essere caratterizzata da una pluralità di vedute: non si può avere un approccio esclusivamente gnatologico o psicologico o altro, né affidare la diagnosi ad un solo mezzo strumentale, né tantomeno utilizzare invariabilmente lo stesso procedimento terapeutico.

La comprensione del paziente, la flessibilità intellettiva ed operativa ed anche la disponibilità a rivedere le proprie convinzioni, più che un auspicio, rappresentano un obiettivo.

Gli Autori

 

 

Indice

 

PRESENTAZIONE

PREFAZIONE

PARTE I

INTRODUZIONE

1. - MOVIMENTI MANDIBOLARI

Restrizioni anatomo-funzionali

Posizione posturale di riposo

Spazio libero di inocclusione

Tragitto di chiusura

Posizione di massima intercuspidazione

Movimento di apertura

Movimento di chiusura

Movimento di protrusione

Movimento di retrusione

Movimento di lateralità

Volume funzionale

Ciclo di masticazione

Movimenti funzionali

Masticazione

Deglutizione

 

2. - DETERMINANTI DELL'OCCLUSIONE

Interazione ATM-muscoli-denti

Determinanti articolari:

  • guida condilare
  • movimento di Bennett
  • distanza intercondilare

Determinanti dentali:

  • guide dentali
  • curve di compensazione
  • piano occlusale
  • altezza cuspidale

Dimensione verticale d'occlusione

 

3. - POSIZIONE DI RIFERIMENTO

Relazione centrica

Miocentrica

Occlusione abituale

Deprogrammazione neuromuscolare

Precontatti

Ricerca dei precontatti

 

4. - OCCLUSIONE E MALOCCLUSIONE

Definizione di occlusione

Definizione di malocclusione

Fattori occlusali potenzialmente patogeni

Interferenze occlusali

 

5. - ESAME OCCLUSALE

Anamnesi e raccolta dati

Ispezione

Palpazione

Auscultazione

Esame clinico

 

6. - TERAPIA OCCLUSALE

Aggiustamento occlusale

Clinica della terapia occlusale:

  • Eliminazione precontatti
  • Aggiustamento occlusale in PIM
  • Aggiustamento occlusale in lateralità
  • Aggiustamento occlusale in protrusione
  • Aggiustamento occlusale in retrusione
  • Aggiustamento occlusale delle variazioni di dimensione verticale d'occlusione

 

7. – ARTICOLATORI

Sistematica ed utilizzo pratico

Limiti degli articolatori

Caratteristiche degli articolatori

Scelta dell'articolatore

Arco facciale di trasferimento

Montaggio modelli

Mezzi di registrazione

Trasferimento dei valori delle guide dentali

Uso dell'articolatore

 

PARTE II

INTRODUZIONE

8. - DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI

Epidemiologia

Eziologia:

occlusione, parafunzioni, psiche-stress, trauma, altri fattori eziologici

 

9. - FISIOPATOLOGIA DEI DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI

Propriocezione oro-bucco-linguale: vie nervose e proiezioni centrali

Fisiopatologia muscolo-articolare

 

10. - EZIOPATOGENESI DEI DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI

Eziopatogenesi muscolare

Eziopatogenesi articolare

Il ruolo del muscolo pterigoideo laterale

 

11. – SINTOMATOLOGIA

Dolore

Fatica muscolare

Disfunzione del sistema masticatorio

Rumori articolari

Limitazioni ed inefficacia masticatoria

Cefalea

Cervicalgia

Sintomi otologici

Disturbi dell'equilibrio

Manifestazioni neurovegetative

 

12. - ANAMNESI ED ESAME OBIETTIVO

Anamnesi e raccolta dati

Esame obiettivo

Diagnostica per immagini dell'articolazione temporo-mandibolare

 

13. - DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Classificazione dei dolori cranio-facciali

Dolore psicogeno

Odontalgia atipica

Emicrania

Otalgia

Acufene

Nevralgia trigeminale

Fibromialgia

Rinosinusopatie

Sindromi cervicali

 

14. – TERAPIA

Counselling

Placche occlusali

  • Placca di ricondizionamento neuromuscolare
  • Placca di stabilizzazione
  • Placca di riposizionamento mandibolare
  • Placca di distrazione

Terapia dei punti frigger

Terapia strumentale

Fisioterapia attiva (autofisioterapia)

Terapia manuale muscolo-articolare

 

15. - CHIRURGIA DELLA ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE

Introduzione

Indicazioni

Artrocentesi

Artroscopia Chirurgia aperta

 

16. - PRATICA CLINICA

Disordini intracapsulari

  • Rimodellamento adattativo (D.I.F.)
  • Compressione del disco
  • Dislocazione del disco con riduzione
  • Dislocazione del disco senza riduzione
  • Osteoartrosi
  • Lussazione articolare
  • Sinovite, capsulite Disordini extracapsulari
  • Fatica - rigidità muscolare
  • Dolore muscolare
  • Spasmo muscolare
  • Cefalea muscolo-tensiva

 

17. - FISIOLOGIA E CLINICA DEI DISORDINI POSTURALI CON RIFERIMENTO AL SISTEMA STOMATOGNATICO

Introduzione

Epidemiologia

Eziologia ed eziopatogenesi

Recettori, centri d'integrazione, programma (engramma)

Esame clinico, rieducazione, terapia

Esami relativi alla componente occlusale

Esami strumentali

Esame stabilometrico-posturometrico

Rieducazione e terapia posturale

 

INDICE ANALITICO

 

 

Prima pagina...

 

INTRODUZIONE

Le funzioni esercitate dal sistema stomatogna-tico sono:

  • masticazione
  • deglutizione
  • fonazione

La masticazione come la respirazione e la deambulazione, è una funzione corporea che può essere eseguita sia attraverso movimenti volontari che automatici.

I movimenti mandibolari iniziano durante la vita intrauterina come attività riflesse ed automatiche; servirà un apprendistato per eseguire movimenti volontari finalizzati.

L'automatismo motorio che caratterizza la masticazione spiega perché il paziente senza controllo cosciente esegue in maniera naturale e coordinata ogni movimento, mentre esegue con difficoltà, e a volte modifica i movimenti, se gli viene chiesto di eseguirli coscientemente come d'abitudine succede nelle verifiche occlusali in odontoiatria.

Analizzeremo i movimenti mandibolari inizialmente scomponendoli (lateralità, protrusione, ...) come classicamente si fa, sapendo però, che nella masticazione, deglutizione, fonazione eseguiamo movimenti ben più complessi che sono la combinazione di più direzioni di movimento grazie a circuiti di controllo neuromotorio inconsci.

I movimenti possono realizzarsi con contatto dentale quando durante il movimento viene mantenuto il contatto tra i denti (come nelle guide dentali protusive, laterali e retrusive) oppure senza contatto dentale, la cui ampiezza è determinata dall'anatomia articolare (movimenti limite)...